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Revisione del PNRR

Presentato il nuovo Piano di Ripresa e Resilienza italiano rivisto e integrato

Venerdì 24 novembre 2023 il Ministro agli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, ha presentato in conferenza stampa il nuovo Piano di Ripresa e Resilienza italiano che è stato rivisto e integrato dopo la proposta di modifica, comprensiva del nuovo capitolo REPowerEU, approvata dalla Cabina di regia il 27 luglio 2023.

La proposta di modifica è stata approvata dal Parlamento italiano mediante due distinte risoluzioni lo scorso 1° agosto. Il 4 settembre scorso è stato avviato formalmente il negoziato con la Commissione europea, a cui hanno preso parte la Struttura di missione PNRR della Presidenza del Consiglio, le Amministrazioni titolari delle misure interessate ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La proposta di revisione è stata approvata dalla Commissione Europea lo scorso 19 settembre, ed entrerà in vigore successivamente all’adozione da parte del Consiglio europeo. Nei prossimi giorni è prevista una Cabina di regia, alla presenza di tutti gli Enti preposti e dei soggetti attuatori, per definire le modalità ed i termini per assicurare la copertura finanziaria di tutti gli interventi programmati dagli Enti locali, i cui finanziamenti saranno confermati se in linea con le condizionalità e le tempistiche del PNRR. 

Nel nuovo Piano le Missioni aumentano da 6 a 7, con l’introduzione del nuovo capitolo REPowerEU. Le riforme passano da 59 a 66. Le 7 nuove riforme, di cui 5 relative al capitolo REPowerEU, includono:

  • Riordino degli incentivi alle imprese, per razionalizzare e fornire strumenti semplici ed efficaci al settore produttivo;
  • Coesione, per estendere alle politiche di sviluppo e coesione l’approccio orientato ai risultati del PNRR;
  • Testo unico per le procedure in materia di energie rinnovabili, per razionalizzare e semplificare il quadro normativo e autorizzativo; 
  • Riqualificazione dei lavoratori pubblici e privati, per l’innalzamento delle competenze in materia di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • Riforma dei Sussidi ambientalmente dannosi (SAD) a partire dal 2026; 
  • Misure per ridurre i costi di connessione alle reti del gas per gli impianti di produzione di biometano
  • Strumenti per le imprese per ridurre il rischio finanziario legato all’acquisto di energia da fonti rinnovabili.

In relazione agli investimenti, nel nuovo piano le risorse complessive aumentano da € 191,5 miliardi a € 194,3 miliardi (€ 2,7 miliardi quota ETS e ulteriori 145 milioni in più a fondo perduto). Il nuovo Piano prevede il finanziamento di nuove misure, l’incremento di risorse a favore di altre, la riprogrammazione di alcuni interventi e l’utilizzo delle economie maturate. Le principali misure di investimenti in tema di imprese sono:

  • Transizione 5.0: 6,3 miliardi di euro, attraverso lo strumento del credito di imposta, per sostenere la transizione verde e digitale delle imprese, come evoluzione di “Transizione 4.0”. La misura interessa i beni digitali (beni 4.0 materiali e immateriali), i beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili e la formazione del personale in competenze per la transizione ecologica.
  • Supporto alle Piccole e Medie Imprese per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: 320 milioni di euro per attivare un livello di investimenti pari ad oltre 600 milioni di euro. La misura prevede sovvenzioni alle PMI per l’acquisto di sistemi e tecnologie digitali per la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, lo stoccaggio e l’accumulo.
  • Supporto al sistema produttivo per la Transizione Ecologica, Tecnologie Net Zero e competitività e resilienza delle filiere produttive strategiche: 2,5 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo delle filiere strategiche per la transizione verso un’economia a zero emissioni, l’efficienza energetica dei processi produttivi e la sostenibilità degli stessi.
  • Contratti di Filiera: 2 miliardi di euro per il finanziamento dei contratti di filiera nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo. 
  • Parco Agrisolare: 850 milioni di euro per le aziende agricole e di allevamento, per sostenere l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di gestione intelligente dei consumi elettrici ed accumulatori, nonché per incentivare la realizzazione di tetti energetici. 
  • Fondo tematico BEI per il turismo: 308 milioni di euro aggiuntivi per sostenere il rafforzamento strutturale e la competitività del settore turistico.

In tema di reti e infrastrutture sono previsti investimenti per la realizzazione ed il rafforzamento strategico di reti elettriche e per il gas (1,8 miliardi di euro); per il finanziamento di interventi per la riduzione delle perdite e della dispersione idrica (1,024 miliardi); per l’acquisto di nuovi treni a emissioni ridotte (1,165 miliardi); per l’elettrificazione delle banchine portuali (400 milioni di euro); per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, la realizzazione di nuove scuole e l’estensione del tempo pieno ( 921 milioni di euro aggiuntivi). Sono inoltre previsti 1,2 miliardi di euro per i territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 (Emilia-Romagna, Toscana e Marche), per la difesa idraulica, il ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali, del patrimonio edilizio residenziale pubblico e delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche, delle scuole e delle infrastrutture sportive.

In favore delle famiglie a basso reddito e dei giovani, viene istituito un fondo di 1,381 miliardi di euro per l’efficientamento energetico degli immobili di edilizia abitativa pubblica e per i condomini. La misura verrà attuata attraverso uno strumento finanziario. La modifica rivede il target finale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, portandolo da 264.480 posti a 150.480.

A favore dei giovani sono previsti anche investimenti aggiuntivi per sostenere la misura dello student housing e per creare 60.000 nuovi posti letto per studenti universitari entro giugno 2026 (238 milioni); per il finanziamento di borse di studio per l’accesso all’università (308 milioni);per supportare le start-up e favorire la transizione digitale in vari ambiti (100 milioni); per attivare corsi di dottorato innovativi relativi alla pubblica amministrazione e al patrimonio culturale (72 milioni). Si prevede inoltre di rafforzare, entro dicembre 2024, la disciplina del servizio civile universale, con l’obiettivo di aumentare i posti disponibili, in aggiunta alle modifiche già introdotte, che hanno previsto una riserva del 15% nei concorsi pubblici per i giovani che hanno concluso il servizio.

In tema di lavoro viene incrementata di un 1 miliardo di euro la dotazione finanziaria della Riforma GOL per favorire l’accesso al mercato del lavoro degli individui e per colmare il disallineamento tra domanda e offerte di competenze professionali (skill mismatch). 

In tema di salute, sono destinati 750 milioni di euro per l’Assistenza domiciliare integrata e la telemedicina al fine di rafforzare l’assistenza territoriale e l’approccio innovativo alla tutela della salute. Viene rafforzata la Missione 6 attraverso misure per l’ampliamento della dotazione complessiva delle grandi apparecchiature utilizzabili nelle strutture ospedaliere e in quelle della sanità territoriale. Vengono infine riprogrammati gli interventi di edilizia sanitaria giudicati non coerenti con le modalità e le tempistiche di realizzazione del Piano

Fonte: https://www.regione.emilia-romagna.it/sederoma/notizie/2023/revisione-del-pnrr

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