ALTA VELOCITA’, LA BRETELLA AULETTA-TITO SCALO

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Entro fine mese verranno sciolti i nodi che riguardano la realizzazione dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria , tirando le somme del lavoro preparatorio fatto a livello tecnico per definire il tracciato più agevole, sia in ordine alle difficoltà esecutive sia in ordine al miglioramento dei tempi di percorrenza. L’obiettivo che l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani, ha posto come realizzabile è un tempo di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria di 4 ore e mezza e per far questo nel decreto rilancio sono stati stanziati 40 milioni  per la massima velocizzazione della tratta Salerno Reggio Calabria e di quella aggiuntiva della  Salerno –Battipaglia- Taranto. Entro l’anno, se si mantengono i tempi, il progetto di fattibilità dovrebbe essere pronto e da qui partirebbe l’iter operativo per arrivare al progetto definitivo e all’appalto dei vari lotti. Che la Basilicata sia estremamente interessata al deciso miglioramento della rete ferroviaria, sia della Salerno- Reggio C. che della Salerno-Potenza- Taranto è un fatto acclarato, al punto che è bastato utilizzare la motrice dei FrecciaRossa, con alcuni accorgimenti tecnici, per accorciare di oltre mezz’ora il tragitto per Roma. Ma , proprio dalle ipotesi progettuali illustrate dal commissario straordinario di queste due opere, la Fiorani appunto, si evincono nuove opportunità per la Basilicata  mettendo in relazione due nuovi tracciati possibili.  Il primo, come abbiamo avuto modo di  illustrare nei giorni scorsi, è togliere la Salerno.reggio Calabria dal percorso storico della Ferrovia Tirrenica meridionale, cioè quel tratto che passava lungo le coste del cilento e quelle lucane e incanalarla lungo la valle del Diano, a partire da Campagna-sicignano e fino ad arrivare a Praia, passando per  Lagonegro. E’ acclarato che questa soluzione consentirebbe di risparmiare 45 minuti sul percorso totale, e con alcuni accorgimenti, legati al salto di qualche fermata, potrebbe allungarsi ad un’ora di vantaggio. Abbiamo già notato come questa soluzione del vallo di Diano darebbe uno sbocco a tutta la utenza della Basilicata Sud e cioè quella che vive intorno alle strade della Sinnica e dell’agrina. Ma quello stesso percorso che da Campagna porta a Lagonegro, potrebbe dare una alternativa di velocizzazione notevole allo stessa Taranto-Metaponto attraverso una bretella , che pure è stata ipotizzata in linea di massima, che da Auletta-Caggiano, si porterebbe, costeggiando praticamente l’attuale tracciato stradale tra Polla e Sant’angelo Le Fratte, e bivio Satriano alla stazione di Tito Scalo, praticamente saltando ,  solo per l’alta velocità, il famoso tratto storico fatto di curve e di dislivelli notevoli che da Tito porta a Sicignano, passando per le attuali stazioni di Baragiano-Bella e Balvano e Muro Lucano. In questa ipotesi, il tratto esistente in questione rimarrebbe , al pari de tratto costiero calabrese, per  la circolazione interna regionale.   Ovviamente sul bilancio dell’interesse regionale vanno messe tante cose, non solo il minor tempo con cui si arriva a Roma ma anche la quantità di popolazione servita e gli effetti che un ulteriore isolamento porterebbero a comunità attualmente già in uno stato di isolamento.. E’ certo che il nuovo tracciato tra Auletta e Tito scalo non avrebbe stazioni intermedie, per cui per gli abitanti del Melandro la cosa cambia poco. Molto invece sarebbe il cambiamento per gli abitanti del marmo che sulla ferrovia hanno sempre contato, sia per gli studi che per lavoro. E’ compito della classe dirigente affrontare questi problemi e dare indicazioni anche ai fini delle scelte tecniche. Ma su questo  sembra che tutti siano distratti, col rischio che il treno passa e noi perdiamo le coincidenze.  Rocco Rosa

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1 commento

  1. Francesco Gallo on

    A che punto sono le valutazioni per la scelta della realizzazione della bretella Auletta-Tito scalo (soluzione 1 della presentazione della d.ssa Fiorani); si sa qualcosa ? Non trovo notizie.

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