Banca d’Italia: puntare su liquidità imprese, fondi strutturali e coesione sociale. Non dimenticando il rispetto della Natura

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Ind. 105 Tasso di turisticità
Giornate di presenza (italiani e stranieri) nel complesso degli esercizi ricettivi per abitante
2016 2017 2018
Lazio 5,5 5,7 6,2
Abruzzo 4,6 4,7 4,8
Molise 1,5 1,4 1,5
Campania 3,4 3,5 3,7
Puglia 3,5 3,7 3,8
Basilicata 4,1 4,4 4,6
Calabria 4,3 4,6 4,8

 

Il tasso di turisticità evidenzia come, anche prima di Matera capitale europea della cultura, il numero di giornate di presenza dei turisti fosse in ascesa. Il 2019 ha visto, poi, un’esplosione del turismo in Basilicata.

Movimento clienti Intera regione 2019- fonte: https://www.aptbasilicata.it/fileadmin/uploads/Statistiche/Statistica_2019/Comp_IR_mov.pdf. :
            italiani              stranieri                 totali
arrivi presenze arrivi presenze arrivi presenze percentuali
gennaio 26.706 54.877 2.934 6.106 29.640 60.983 2,20%
febbraio 26.642 48.286 3.316 7.197 29.958 55.483 2,00%
marzo 42.189 82.150 5.694 11.020 47.883 93.170 3,40%
aprile 71.364 154.024 12.753 24.148 84.117 178.172 6,50%
maggio 78.688 174.200 19.907 39.026 98.595 213.226 7,80%
giugno 96.945 286.744 21.364 47.502 118.309 334.246 12,20%
luglio 94.826 463.450 19.320 45.951 114.146 509.401 18,60%
agosto 135.695 596.691 18.756 45.655 154.451 642.346 23,50%
settembre 74.996 243.020 26.594 59.596 101.590 302.616 11,10%
ottobre 60.138 120.030 19.007 36.429 79.145 156.459 5,70%
novembre 39.278 92.501 5.405 11.388 44.683 103.889 3,80%
dicembre 38.292 76.823 3.299 7.155 41.591 83.978 3,10%
totale 785.759 2.392.796 158.349 341.173 944.108 2.733.969 100,00%
diff ann prec 4,77% 3,70% 11,41% 15,17% 5,83% 5,01%

 

Nel 2018 e nel 2019 si è avuta una crescita, a livello economico, che ha riportato la Basilicata quasi ai livelli precrisi economico-finanziaria. Nel 2019, però, l’economia regionale è ristagnata risentendo della flessione che si è avuta nel settore dell’automotive e nell’estrattivo che sono i due principali comparti che influenzano l’andamento dell’economia regionale.

In Italia, nel quarto trimestre 2019, il Pil ha segnato una flessione congiunturale. La crescita media per il 2019 si attesta allo 0,2 per cento.

A dicembre, si è registrata una riduzione dell’occupazione, ma nel corso del 2019 le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate significativamente.

A inizio anno, sia per l’Italia sia per l’area euro, l’inflazione ha mostrato una nuova risalita, ma le attese per i prossimi mesi suggeriscono il proseguimento della fase di moderazione dei prezzi.

A gennaio, la fiducia dei consumatori ha segnato un aumento diffuso a tutte le componenti. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese è peggiorato, sebbene per la manifattura si siano evidenziati alcuni segnali di miglioramento.

L’indicatore anticipatore ha mantenuto un orientamento negativo anche se con intensità più contenuta rispetto ai mesi precedenti.( fonte: www.istat.it)

 

Il 2019 è stato un anno che ha visto la città di Matera, capitale europea della cultura, come fattore trainante dell’intero comparto turistico regionale mentre si è avuto un settore agricolo che è rimasto sostanzialmente stabile. L’occupazione è stata trainata dai servizi turistici ed agricoli mentre è calata nell’industria ed è aumentata la richiesta dei finanziamenti sia per l’acquisto di abitazioni che per il credito al consumo. Nell’anno trascorso sono cresciuti anche gli investimenti pubblici grazie all’allentamento di alcuni vincoli di bilancio evidenziando saldi di bilancio positivi.

Movimento clienti Intera regione 2019-

fonte: https://www.aptbasilicata.it/fileadmin/uploads/Statistiche/Statistica_2019/Comp_IR_mov.pdf. :

            italiani              stranieri                 totali
arrivi presenze arrivi presenze arrivi presenze percentuali
gennaio 26.706 54.877 2.934 6.106 29.640 60.983 2,20%
febbraio 26.642 48.286 3.316 7.197 29.958 55.483 2,00%
marzo 42.189 82.150 5.694 11.020 47.883 93.170 3,40%
aprile 71.364 154.024 12.753 24.148 84.117 178.172 6,50%
maggio 78.688 174.200 19.907 39.026 98.595 213.226 7,80%
giugno 96.945 286.744 21.364 47.502 118.309 334.246 12,20%
Luglio 94.826 463.450 19.320 45.951 114.146 509.401 18,60%
agosto 135.695 596.691 18.756 45.655 154.451 642.346 23,50%
settembre 74.996 243.020 26.594 59.596 101.590 302.616 11,10%
ottobre 60.138 120.030 19.007 36.429 79.145 156.459 5,70%
novembre 39.278 92.501 5.405 11.388 44.683 103.889 3,80%
dicembre 38.292 76.823 3.299 7.155 41.591 83.978 3,10%
totale 785.759 2.392.796 158.349 341.173 944.108 2.733.969 100,00%
diff ann prec 4,77% 3,70% 11,41% 15,17% 5,83% 5,01%

 

Ma è stata la pandemia a causare un vero e proprio tracollo dell’economia. L’Italia è stato il primo paese europeo attaccato dal virus e le misure che sono state prese per contenere il contagio, come il distanziamento fisico e la chiusura di molte attività economiche, hanno generato una profonda crisi economica con valori percentuali che non si vedevano dai tempi delle guerre mondiali.  Anche l’economia lucana, già in stagnazione nel 2019, si è contratta in misura significativa nei primi mesi del 2020. Il blocco delle attività, in Basilicata, si è fatto più consistente nel settore del commercio e dell’industria (dove la presenza fisica degli addetti costituisce un aspetto fondamentale). Il settore dell’automotive ha risentito del calo consistente delle immatricolazioni che si è registrato in tutta Europa mentre il settore estrattivo ha risentito della marcata riduzione delle quantità estratte da parte delle compagnie petrolifere influenzate anche dal fatto che, i prezzi di vendita, si sono ridotti in maniera drastica tanto da spingere le grandi compagnie petrolifere anche ad operare in perdita e cercando di smaltire gli stock accumulutati. Anche il turismo che, in occasione di Matera capitale europea della cultura 2019, sembrava essere un volano importante per le sorti dell’economia lucana, nei primi mesi 2020, ha dovuto assistere ad un tracollo del settore a causa della pandemia. La ripartenza sarà graduale anche in considerazione del fatto che la fiducia dei turisti andrà di pari passo con i passi in avanti che verranno compiuti nella ricerca di strumenti efficaci contro il coronavirus. Tuttavia potrebbe giocare a favore del settore il fatto che la Basilicata sia stata una delle regioni d’Italia meno travolte dalla pandemia e che il suo turismo sia costituito, principalmente, da turisti italiani e sia sostanzialmente un turismo di prossimità rispetto a quello internazionale colpito dalle limitazioni agli spostamenti (che se da un lato costituisce un fattore negativo, dall’altro garantisce una tenuta sostanziale del settore). Come accade anche in natura, il processo di selezione naturale, ha fatto sì che rimanessero sul mercato la quota di imprese finanziariamente meno vulnerabili le quali, comunque, hanno visto aumentare il proprio fabbisogno di liquidità. Le misure adottate dal governo come quelle del rinvio delle date di scadenze dei mutui e di garantire ad una platea più ampia il ricorso alla CIG, in Basilicata, non hanno evitato che circa il 25% delle imprese non risultasse a rischio illiquidità. Secondo stime della Banca d’Italia il blocco delle attività ha riguardato imprese che incidono per il 27% sul valore aggiunto regionale riguardando in particolare il blocco del commercio e dell’industria. In particolare, sul fronte industriale, si registra un calo del 20% del fatturato rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente. Il sistema economico sopravvissuto è stato reso più resiliente dalle dinamiche intercorse negli ultimi mesi. Sono sopravvissute le imprese meno vulnerabili e, finanziariamente parlando, quelle più resilienti ed in grado di far fronte a situazioni di illiquidità prolungate.

Ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e procedere spediti verso una rinascita economica che punti sull’innovazione e sul green che costituiscono le skills sulle quali concentrare i modelli di sviluppo futuro. Solo percorrendo strade non segnate da altri viandanti e solo conciliando i futuri modelli di sviluppo economico con l’esigenza di tutelare un pianeta affinchè non si rivolti contro un’umanità che lo sta depauperando e distruggendo, si potranno intraprendere percorsi virtuosi di sviluppo economico e di rispetto di un territorio bellissimo che merita di essere rispettato e tutelato. Solo così si potrà contare su una natura che è compagna di squadra della popolazione lucana.

Nel mese di marzo l’Istat certificava che “Lo scenario economico internazionale, a causa del perdurare della pandemia di COVID-19 e delle relative misure di contenimento, continua a essere eccezionalmente negativo.

L’impatto del COVID-19 sull’economia italiana è profondo ed esteso. La stima preliminare del Pil riferita al primo trimestre ha fornito una prima quantificazione degli effetti della crisi sull’economia: la caduta dell’attività economica rispetto al trimestre precedente è stata pari al 4,7% mentre la variazione acquisita per il 2020 è del -4,9%.

A marzo, le misure di contenimento dell’epidemia in Italia e nei principali paesi partner commerciali hanno avuto effetti negativi sugli scambi con l’estero del Paese.

Le vendite al dettaglio hanno registrato un crollo per i beni non alimentari, in presenza di un deciso aumento del commercio elettronico.

Gli impatti dell’emergenza sanitaria sui prezzi vedono prevalere al momento gli effetti deflazionistici legati al contenimento della domanda. Frenata dai ribassi degli energetici, l’inflazione in Italia è risultata nulla, riducendo tuttavia il differenziale negativo con l’area dell’euro.

Nel corso del mese di aprile, l’indice del social mood sull’economia ha mostrato un ulteriore peggioramento delle percezioni giornaliere sull’andamento dell’economia, con marginali segnali di inversione di tendenza a fine mese.”

 

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