BASILICATA, UNO SCRIGNO RICCO DI SORPRESE

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Diecimila kilometri quadrati segnano un territorio che è uno scrigno di bellezza , frutto di una coesistenza millenaria tra mari e monti e di innumerevoli stratificazioni sociali, conseguenti ad insediamenti di popoli diversi provenienti . Basilicata, crocevia di cultura, è il prezioso risultato di una regione dove si parlano 101 dialetti diversi, dove si coltivano tradizioni diverse che si traducono in una varietà di forme nell’arte, nei riti, nelle consuetudini , nei cibi.  Come molti scrigni, la Basilicata è rimasta chiusa per molto tempo, tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazioni e affacciatasi timidamente alle relazioni con il resto del paese grazie ai progressi fatti in questi cinquant’anni , che sono riusciti a trasformare, pur con errori e con passi falsi,un territorio utilizzato da baroni e notabili come terre al sole in un’area di grande sviluppo agricolo e anche industriale. Il turismo è arrivato prima con un incedere lento e poi, dopo l’Unesco e Matera 2019,in maniera turbinosa, con la città dei Sassi che è balzata agli onori internazionali, scoperta e proposta dai più grandi giornali del Mondo. La pandemia ha interrotto questa escalation , come del resto è successo in tutto il Mondo, ma l’esperienza fatta porta ad essere fiduciosi nel prosieguo di un cammino di sviluppo che dichiaratamente è indirizzato a fare di Matera la porta d’ingresso del grande turismo internazionale, capace di collegarsi alle preziosità ambientali, culturali, di cui la Basilicata è strapiena, da una archeologia che pur essendo già patrimonio importantissimo è stato portata alla luce solo per un decimo delle sue potenzialità, all’arte sacra, ai laghi vulcanici di Monticchio , alla bellezza dei tanti borghi interni, ai castelli, alle città romane di Venosa e Grumentum, alle  vestigia della Magna Grecia nel metapontino, alla straordinaria bellezza di Maratea, alla unicità del Parco del Pollino , al notevole patrimonio florofaunistico del parco dell’Appennino lucano, della foresta gallipoli-Cognato. E poi le chiese rupestri, la bellezza della gravina, il richiamo della storica via Pretoria di potenza in felice contrasto con la splendida opera architettonica del ponte Musmeci che fa da porta d’ingresso della città. E quindi la gastronomia, con 16 prodotti igp e dop, dal vino Aglianico del vulture, all’olio , ai salumi da cui ha preso vita la Lucanica, nota in tutto il mondo. Tutto questo è in movimento e la politica regionale di ieri e di oggi sta cercando di comporre con queste risorse un mosaico unico, una tela capace di destagionalizzare il turismo e di renderlo permanente, come succede per alcuni territori italiani. In questo senso hanno giocato e giocano alcuni investimenti in altrettanti attrattori, dalla storica Grancia al volo dell’Agnelo tra Pietrapertosa e  Castelmezzano, ai ponti tibetani di Sasso di Castalda e di Castelsaraceno, al Parco delle stelle di Trecchina, all’oasi termale di Latronico. E’ una regione nella quale il turismo ha un grande futuro, a patto che si sappia circoscrivere l’attività petrolifera nel recinto nel quale ha preso l’avvio , senza ulteriori sconfinamenti che possano pregiudicare i Santuari dell’acqua. Si perchè la Basilicata è la regione del verde ma è sopratutto la regione dell’acqua, ed è la regione dove gli ecosistemi vivono in sostanziale protezione. Dino Rosa  

Per una visione d’insieme si consiglia:

Homepage Basilicata Turistica – Basilicata Turistica

Basilicata da vedere:

basilicatadavedere.com/it/itinerari/la-montagna-potentina

Mistero e cultura sulle tracce di Federico II (basilicatadavedere.com)

http://basilicatadavedere.com/it/itinerari/matera

Le 20 cose da vedere in Basilicata (expedia.it)

https://www.archetravel.com/blog/basilicata-cosa-vedere-e-fare/

Vacanze in Basilicata: 10 tappe da non perdere | SiViaggia

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