Energia alternativa

0

La puntata di report del 17 02 2020, se ce ne fosse stato bisogno, è stata chiarificatrice della drammaticità della situazione verso la quale, lo sviluppo industriale con la richiesta di energia, ad esso connessa, sta comportando sul nostro sistema terra. Già dal 1982 Exon( che noi, in Italia, conosciamo come Esso) predisse che dal 2020 la terra avrebbe raggiunto una concentrazione di anidride carbonica di 415 parti per milione ed un aumento della temperatura di 1 grado. I lobbisti delle compagnie deputate all’estrazione del petrolio, negli ultimi anni, hanno tenuto delle riunioni con i commissari europei al fine di influenzare i processi decisionali in tema di energia e clima (secondo quanto afferma GreenPeace Europa) ed hanno, in un certo senso, calmierato l’opinione pubblica che, finora, si è mostrata piuttosto accondiscendente ed ha mantenuto il gas fossile al centro del sistema di approvvigionamento energetico. Anche il gas dovrà sparire, chi produce elettricità lo dovrà fare assolutamente con le rinnovabili e chi estrae petrolio e gas dovrà cambiare mestiere. Sarebbe più appropriato utilizzare, nella declinazione del verbo potere, il modo condizionale, piuttosto che quello indicativo se è vero che, le compagnie petrolifere, hanno trovato a Bruxelles una via di accesso, alle discussioni parlamentari, privilegiata riuscendo, così, a far assurgere, le questioni estrattive, a centro di dibattiti parlamentari accesi tra una classe politica attenta alle questioni ambientali ed un’altra sorda. Finora ha prevalso quella che era a favore alle estrazioni ma, ora, numerosi scienziati cercano di porre l’attenzione sulla drammaticità della situazione. Michael Mann con la sua scoperta sul “HOCKEY STICK” e misurando il cambiamento climatico, anche grazie ad alberi e coralli, ha mostrato come il cambiamento delle temperature abbia l’andamento di una mazza da hockey, che non ha precedenti ed ha a che fare con l’attività umana. Questa scoperta è andata contro gli interessi di gruppi petroliferi, lobby che trovano scomoda la scienza riguardante il cambiamento climatico. Mann, finora, è stato attaccato da una folta schiera di politici repubblicani sempre pronti a votare a favore delle compagnie del fossile oltre che dai “gruppi di facciata” che assoldano scienziati al fine di dare, alle loro tesi, dignità incontestabile discreditando il lavoro degli esponenti contrari al loro pensiero. La prima conferenza sul clima è a Ginevra nel 1979, il primo rapporto del IPCC( gli scienziati delle nazioni unite) è del 1990, il primo allarme globale degli scienziati è del 1992 sottoscritto da 1600 scienziati. Al giorno d’oggi con la produzione di 41 MILIARDI di C02 all’anno e con una produzione di anidride carbonica superiore al 2% annuo, il sistema climatico si trova ad affrontare una condizione delle temperature che non ha affrontato da 15 milioni di anni ed è diventato un sistema, quasi, non più gestibile.

Una delle forme di energia pulita, oggetto di studio, da parte del Politecnico di Torino, è quella derivante dal moto del mare e che è la risorsa naturale meno utilizzata. Questa forma di energia alternativa ha la caratteristica della predicibilità oltre ad avere una densità di potenza sicuramente maggiore delle altre forme di energia rinnovabili oltre a non avere un limite teorico di estrazione. La forza del mare potrebbe dare fino a 2 Terawatt di potenza che equivale al consumo annuale di energia elettrica di tutto il pianeta. E’ necessario, dunque, che la volontà politica sia in grado di seguire le scoperte in campo energetico e si faccia trovare preparata ad adeguarsi, a livello normativo, alle impellenti necessità di adozione di nuovi sistemi energetici.

 

Continua a crescere la nuova potenza installata nell’eolico in Europa, anche se a un ritmo troppo lento rispetto a quello richiesto dagli obiettivi del Green Deal, mentre l’Italia potrebbe fare molto di più, se riuscisse a sbloccare alcuni tipi di progetti (offshore e rifacimenti).

Questa è la sintesi di come si è mossa questa fonte rinnovabile lo scorso anno nel rapporto appena pubblicato dall’associazione europea del settore, WindEurope: Wind energy in Europe 2019 (allegato in basso).

Guardando ai dati più importanti, in Europa nel 2019 si sono installati 15,4 GW di nuova capacità; il dato scende a circa 13 GW se si considerano solamente i paesi Ue. La crescita quindi è del 27% in confronto ai dodici mesi precedenti, mentre si parla di un calo (-10%) se il paragone riguarda il boom di nuovo installato nel 2017.

Così l’energia del vento ha coperto il 15% dei consumi elettrici totali europei nel 2019 (in Italia: 7%) grazie a 205 GW di capacità cumulativa.

L’Italia in termini di nuovo installato 2019 è al dodicesimo posto in Europa con 456 MW e molto lontana dalle prime posizioni occupate da Gran Bretagna, Spagna e Germania, che rispettivamente hanno sviluppato impianti a terra e in mare per 2.393-2.319-2.189 MW, come riassume il grafico seguente, tratto dal rapporto di WindEurope.

I primi posti, in Europa, occupati dalle nazioni che hanno fatto, dell’eolico, una forma di energia alternativa molto utilizzata sono:

 

UK 16%
spain 15%
   germany 14%
sweden 10%

 

La Basilicata, nel campo delle energie rinnovabili, si manifesta come una regione particolarmente virtuosa ed in controtendenza rispetto alle fonti di approvvigionamento tradizionali di cui, suo malgrado, risulta essere uno dei principali contributori.

SE si considera la potenza efficiente lorda

Ind. 081 Potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili (a) (b) (c) (d) (e) (f) (g)
Mw di potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili su Mw di potenza efficiente lorda totale (percentuale)

 

2016 2017 2018
Lazio 25,2 26,1 26,5
Abruzzo 57,2 57,5 57,6
Molise 38,5 38,6 38,5
Campania 45,8 46,4 47,0
Puglia 42,2 42,2 42,5
Basilicata 90,4 91,1 91,9
Calabria 41,9 42,6 42,7
 Nord 45,4 46,6 46,9
 Centro 42,0 42,5 42,8
Mezzogiorno 46,7 47,3 47,9
Italia 44,6 45,5 46,0

 

Vediamo come la Basilicata, nelle varie forme di approvvigionamento di energia elettrica (termoelettrica, idroelettrica, geotermica, eolica, fotovoltaica) primeggi con valori estremamente migliori rispetto alle altre regioni d’Italia.

 

 

 

 

2016 2017 2018
       
Lazio 13,5 13,2 15,6
Abruzzo 45,9 44,6 51,0
Molise 86,8 84,4 89,2
Campania 26,8 26,4 27,9
Puglia 49,7 52,5 48,5
Basilicata 80,8 90,1 96,3
Calabria 76,8 72,6 79,2
 Nord 30,7 27,7 32,3
 Centro 27,9 26,6 28,6
Mezzogiorno 41,5 41,5 42,4
Italia 33,1 31,1 34,3

 

 

Se consideriamo i consumi di energia elettrica delle imprese agricole vediamo

 

Ind. 375 Consumi di energia elettrica delle imprese dell’agricoltura (a) (b) (c) (d)
Consumi di energia elettrica delle imprese dell’agricoltura misurati in Gwh  per cento milioni di euro

 di Valore aggiunto dell’agricoltura (valori concatenati – anno di riferimento 2010)

 

2016 2017 2018
Lazio 19,7 22,7 19,4
Abruzzo 13,3 14,6 14,0
Molise 13,7 14,2 14,5
Campania 13,9 15,4 14,6
Puglia 19,3 26,4 21,7
Basilicata 12,8 15,1 12,8
Calabria 10,8 11,6 12,3
 Nord 22,6 24,7 24,5
 Centro 17,2 20,0 18,7
Mezzogiorno 15,2 17,8 16,5
Italia 19,0 21,4 20,6

 

 

 

 

Ind. 376

 

 

Consumi di energia elettrica delle imprese dell’industria (a) (b) (c) (d)

Consumi di energia elettrica delle imprese dell’industria misurati in Gwh per cento milioni di euro

 di Valore aggiunto dell’industria (valori concatenati – anno di riferimento 2010)

 

2015 2016 2017
Lazio 19,2 18,2 18,3
Abruzzo 34,1 33,7 34,5
Molise 61,0 60,6 62,8
Campania 30,9 29,6 29,1
Puglia 67,5 69,0 63,8
Basilicata 36,3 33,3 32,7
Calabria 22,7 22,5 20,7
 Nord 37,1 36,6 36,4
 Centro 29,2 28,2 28,3
Mezzogiorno 48,9 48,9 47,5
Italia 37,6 37,0 36,7

 

 

 

 

Ind. 377 Consumi di energia elettrica delle imprese private del terziario (esclusa la PA) (a) (b) (c) (d)
Consumi di energia elettrica delle imprese del terziario servizi vendibili misurati in Gwh per cento milioni di euro

 di Valore aggiunto del terziario (esclusa la PA) (valori concatenati – anno di riferimento 2010)

2015 2016 2017  
Lazio 8,7 8,1 8,3  
Abruzzo 14,1 13,9 14,0  
Molise 11,2 11,0 11,6  
Campania 10,2 10,1 10,2  
Puglia 11,2 11,0 11,2  
Basilicata 10,8 11,3 12,3  
Calabria 11,2 11,0 10,9  
 Nord 10,3 10,3 10,3  
 Centro 9,8 9,4 9,6  
Mezzogiorno 11,1 10,9 11,0  
Italia 10,3 10,2 10,3  

 

 

 

 

 

Ind. 378 Consumi di energia coperti da cogenerazione (a) (b) (c) (d)
Produzione lorda di energia elettrica da cogenerazione in percentuale sui consumi interni lordi di energia

elettrica misurati in GWh

2015 2016 2017  
Lazio 6,9 7,5 7,5  
Abruzzo 11,9 12,9 13,0  
Molise 3,5 4,1 4,3  
Campania 4,1 3,9 3,9  
Puglia 54,9 64,8 59,5  
Basilicata 15,3 14,1 13,6  
Calabria 83,2 95,9 122,5  
 Nord 29,5 32,1 34,0  
 Centro 16,3 18,2 18,9  
Mezzogiorno 37,0 41,8 40,5  
Italia 29,1 32,2 33,0  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ind. 379 Consumi di energia elettrica coperti con produzione da bioenergie (a) (b) (c) (d) (e) (f)
Produzione lorda di energia elettrica da bioenergie in percentuale dei consumi interni lordi di energia elettrica

 misurati in GWh

2016 2017 2018  
Lazio 2,7 2,8 3,0  
Abruzzo 2,5 2,5 2,3  
Molise 10,9 10,9 10,8  
Campania 6,1 6,0 6,3  
Puglia 9,2 9,4 7,6  
Basilicata 6,4 5,9 6,7  
Calabria 19,4 18,4 19,5  
 Nord 6,7 6,5 6,6  
 Centro 2,8 2,6 2,6  
Mezzogiorno 6,6 6,5 6,0  
Italia 6,0 5,8 5,7  

 

Share.

About Author


Leave A Reply