I trasporti e la mobilità in basilicata

0

Alla Basilicata spettano oltre 322 milioni di euro provenienti dal PNRR da investire in infrastrutture e mobilità sostenibili che spaziano dal rinnovo degli autobus alla tutela e valorizzazione delle risorse idriche.

Le aree interne costituiscono il fulcro di una politica nazionale a forte valenza locale elaborata a partire dal carattere policentrico del territorio italiano. Nel secondo dopoguerra, infatti, la crescita economica che ha interessato la penisola ha registrato una “diffusione polarizzata”: nonostante abbia riguardato l’intero territorio nazionale, si è concentrata su una serie di centri e sistemi urbani a fronte di un numero molto elevato di

sistemi locali che hanno subito un processo di decrescita sia economica che demografica. La geografia dello sviluppo economico in Italia si è andata delineando sempre più chiaramente come agglomerato di territori a diverse “velocità”. Tale differenza ha caratterizzato non solo le più note dinamiche di sviluppo tra regioni del nord, del centro e del sud ma anche quelle relative a centri urbani e aree periferiche, contraddistinte da performance molto distanti. Sebbene in un primo momento le strategie nazionali di sviluppo abbiano tenuto principalmente conto dello sviluppo macro-regionale, insistendo sulla direttrice nord-sud, negli ultimi anni si è consolidata l’idea che i piani basati sulle esigenze dei sistemi locali risultino più adatti alle peculiarità del caso italiano. Come accennato in precedenza, le aree interne rappresentano un fenomeno che interessa tutte le regioni italiane, sebbene emergano delle peculiarità che contraddistinguono alcune di esse, in primis la Basilicata. Su un totale di 131 comuni lucani, infatti, 126 sono classificati come aree interne, ossia hanno un elevato grado di perifericità. Come illustrato in Figura F1, gli unici due Poli della regione sono rappresentati dai capoluoghi di provincia Potenza e Matera e solo 3 sono i comuni cintura, i restanti 126, come riportato in Tabella F.1 costituiscono aree interne.

Tabella F.1

Se si guarda la classificazione dei comuni della Basilicata e la si compara a quella delle altre regioni italiane e alla media nazionale, emerge chiaramente che il dato della Basilicata si distacca in maniera rilevante dagli altri. Come si può osservare dalla Tabella F.2, che riporta le percentuali di comuni in Basilicata e Italia sulla base della classificazione precedentemente descritta, tale differenza è particolarmente profonda non tanto rispetto ai poli, ovvero i centri di servizi essenziali, quanto piuttosto rispetto ai comuni cintura e ai periferici. I comuni cintura in Basilicata rappresentano il 2,3% del totale dei comuni, allorché se si considera la media di tutte le regioni italiane tale valore sale a 44,2%. Questo dato dimostra che in Basilicata anche comuni geograficamente limitrofi ai poli sono effettivamente distanti dai centri di servizi in termini di tempi di percorrenza, probabilmente in ragione della morfologia del territorio. Il 96% dei comuni si trova in una condizione di perifericità, la qual circostanza determina una condizione di “cittadinanza limitata” per gli abitanti della stragrande maggioranza dei comuni lucani. Inoltre, la percentuale di comuni classificati come periferici e ultra-periferici è la più alta tra tutte le regioni. Guardando ai comuni periferici, solo il Molise e la Sardegna raggiungono valori simili (rispettivamente 44,9% e 42,2%) mentre per gli ultra-periferici il distacco aumenta, basti pensare che il valore più alto dopo quello della Basilicata (38,9%) è quello della Sardegna (17,5%).

Tabella F.2 CLASSIFICAZIONE DEI COMUNI SUL TERRITORIO DELLA BASILICATA E DELL’ITALIA – VALORI PERCENTUALI

Comuni

Numero

Percentuale

Comuni della Basilicata

131

Comuni aree interne:

126

di cui Intermedi:

16 *

12,20%

di cui Periferici:

59

45%*

di cui Ultra Periferici:

51

38,9%*

* percentuale calcolata sul totale dei comuni

Il grado di perifericità degli altri centri viene calcolato in base alla distanza fisica, calcolata come tempo di percorrenza, rispetto al Polo più vicino. In particolare, vengono individuate le seguenti quattro fasce:

Aree di cintura (tempo di percorrenza inferiore a 20 minuti)

Aree intermedie (tempo di percorrenza compreso tra i 20 e i 40 minuti)

Aree periferiche (tempo di percorrenza compreso tra i 40 e i 75 minuti)

Aree ultra-periferiche (tempo di percorrenza superiore a 75 minuti)

Nella categoria di aree interne vengono comprese le intermedie, le periferiche e le ultraperiferiche. Per un determinato comune, il fatto di essere definito aree interna non si traduce necessariamente in una sua condizione di fragilità endogena. Le caratteristiche considerate per individuare suddette aree, infatti, tengono conto semplicemente della vicinanza ai centri di servizi senza dare alcuna valutazione su altre variabili demografiche e socio-economiche ben più utili a delineare con più precisione le condizioni della popolazione considerata

Tabella F.2

classe comune

Basilicata

Italia

A – Polo

1,50%

2,70%

B – Polo intercomunale

1,50%

C – Cintura

2,30%

44,20%

D – Intermedio

12,20%

28,80%

E – Periferico

45,00%

18,70%

F – Ultra-periferico

38,90%

3,70%

Se si guarda la classificazione dei comuni della Basilicata e la si compara a quella delle altre regioni italiane e alla media nazionale, emerge chiaramente che il dato della Basilicata si distacca in maniera rilevante dagli altri. Come si può osservare dalla Tabella F.2, che riporta le percentuali di comuni in Basilicata e Italia sulla base della classificazione precedentemente descritta, tale differenza è particolarmente profonda non tanto rispetto ai poli, ovvero i centri di servizi essenziali, quanto piuttosto rispetto ai comuni cintura e ai periferici. I comuni cintura in Basilicata rappresentano il 2,3% del totale dei comuni, allorché se si considera la media di tutte le regioni italiane tale valore sale a 44,2%. Questo dato dimostra che in Basilicata anche comuni geograficamente limitrofi ai poli sono effettivamente distanti dai centri di servizi in termini di tempi di percorrenza, probabilmente in ragione della morfologia del territorio. Il 96% dei comuni si trova in una condizione di perifericità, la qual circostanza determina una condizione di “cittadinanza limitata” per gli abitanti della stragrande maggioranza dei comuni lucani. Inoltre, la percentuale di comuni classificati come periferici e ultra-periferici è la più alta tra tutte le regioni. Guardando ai comuni periferici, solo il Molise e la Sardegna raggiungono valori simili (rispettivamente 44,9% e 42,2%) mentre per gli ultra-periferici il distacco aumenta, basti pensare che il valore più alto dopo quello della Basilicata (38,9%) è quello della Sardegna (17,5%).

Andando ad analizzare gli ultimi dati Istat riguardo ai trasporti e mobilità osserviamo:

Ind.129 Utilizzo dei mezzi pubblici da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici

2019

2020

2021

Umbria

9,9

12,4

9,0

Marche

13,3

11,6

9,6

Lazio

29,3

27,6

23,4

Abruzzo

14,7

15,6

11,2

Molise

17,7

14,8

16,0

Campania

21,2

20,6

16,1

Puglia

18,2

15,2

14,0

Basilicata

22,9

16,3

15,2

Calabria

18,0

15,3

13,4

Italia

19,4

18,8

15,1

Nord

19,6

19,7

15,8

Centro

22,1

21,5

21,0

Sud

21,2

20,8

21,0

Ind. 208 Utilizzo di mezzi pubblici di trasporto da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici (femmine)

2019

2020

2021

Umbria

11,5

16,6

9,6

Marche

13,9

10,9

12,4

Lazio

37,3

34,5

29,0

Abruzzo

18,5

20,4

11,5

Molise

18,9

19,2

19,2

Campania

28,9

26,2

24,9

Puglia

26,0

19,6

19,0

Basilicata

28,3

21,5

17,4

Calabria

23,3

19,3

18,2

Italia

24,0

23,5

19,4

Nord

23,5

24,3

19,5

Centro

25,3

24,6

20,5

Sud

25,7

22,1

20,3

Ind. 207 Utilizzo di mezzi pubblici di trasporto da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici (maschi)

2019

2020

2021

Umbria

8,7

9,0

8,3

Marche

12,8

12,2

7,5

Lazio

22,9

21,9

18,9

Abruzzo

11,8

12,1

11,4

Molise

16,9

11,8

13,4

Campania

16,4

17,4

10,7

Puglia

13,4

12,1

10,9

Basilicata

18,9

13,1

13,7

Calabria

14,2

12,9

10,2

Italia

15,9

15,4

12,0

Nord

16,4

16,2

12,9

Centro

17,6

16,5

13,1

Sud

14,8

14,3

11,0

Secondo l’Aci Il 67% di coloro che effettuano spostamenti quotidiani utilizza l’auto privata per compiere i tragitti più lunghi. Il 13,8%, diversamente, ricorre all’autobus o tram urbano mentre il 7,5% usa il

ciclomotore. Sono pochi, meno di 1 su 10, coloro che optano per un diverso mezzo di trasporto, come il treno (5,2%), la bicicletta (2,5%), la metropolitana (1,4%) mentre praticamente nessuno (appena lo 0,1%) si avvale del taxi.

In particolare, sono soprattutto i cittadini residenti nei comuni più piccoli ad utilizzare l’auto privata per compiere i tragitti più lunghi. Infatti, la percentuale di quanti utilizzano l’auto privata, pari al 76,9% tra gli abitanti dei piccoli comuni e al 78,8% tra quelli dei medi comuni, scende al 62,6% tra gli intervistati dei grandi comuni e al 60,4% tra i cittadini metropolitani.

Nei comuni più grandi si registra, invece, una maggiore tendenza a muoversi con il ciclomotore o motociclo ma anche ad utilizzare i mezzi pubblici. Nello specifico, la percentuale di cittadini che ricorrono al

motociclo, di poco superiore al 5% tra gli intervistati residenti nei piccoli e medi comuni del territorio nazionale, supera l’8% tra quanti risiedono nei grandi comuni o nelle città metropolitane; la quota di quanti fanno ricorso all’autobus o alla metropolitana, pari al 17,7% tra i cittadini dei grandi comuni e al 20,3% tra i residenti delle città metropolitane, scende al 10,8% tra gli abitanti dei piccoli comuni e precipita al 6,6% tra quelli dei medi comuni.

Dalla tabella sopra evidenziata appare evidente come in Basilicata la percentuale di utilizzatori di mezzi pubblici sia percentualmente superiore a quella relativa alle altre regioni anche se i dati relativi agli anni più recenti ha evidenziato un calo della suddetta probabilmente in ragione delle note vicende sanitarie e della necessità di distanziamento interpersonale.

Ind. 268 Passeggeri trasportati dal TPL nei comuni capoluogo di provincia per abitante

Numero di passeggeri trasportati dal Trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo di provincia (numero per abitante)

2019

2020

2021

Umbria

87,0

64,0

35,3

Marche

49,6

51,8

33,7

Lazio

311,3

306,4

146,0

Abruzzo

63,7

54,7

20,6

Molise

33,2

31,8

24,2

Campania

108,7

96,4

32,5

Puglia

40,4

38,9

19,5

Basilicata

43,4

56,6

27,4

Calabria

39,4

35,1

12,6

Italia

189,2

193,6

100,5

Nord

252,3

267,3

142,4

Centro

Sud

25,7

22,1

20,3

come evidenziato dalla tabella la Basilicata si attesta su un numero di passeggeri trasportati dal TPL in linea, se non di poco superiore, a quella dei capoluoghi delle regioni limitrofe.

Ind. 207 Utilizzo di mezzi pubblici di trasporto da parte di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici (maschi)

Numero di occupati, studenti, scolari e utenti di mezzi pubblici che hanno utilizzato mezzi pubblici di trasporto sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio e hanno usato mezzi di trasporto (maschi)

2019

2020

2021

Umbria

8,7

9,0

8,3

Marche

12,8

12,2

7,5

Lazio

22,9

21,9

18,9

Abruzzo

11,8

12,1

11,4

Molise

16,9

11,8

13,4

Campania

16,4

17,4

10,7

Puglia

13,4

12,1

10,9

Basilicata

18,9

13,1

13,7

Calabria

14,2

12,9

10,2

Italia

15,9

15,4

12,0

Nord

16,4

16,2

12,9

Centro

17,6

16,5

13,1

Sud

14,8

14,3

11,0

Ind. 268 Passeggeri trasportati dal TPL nei comuni capoluogo di provincia per abitante

Numero di passeggeri trasportati dal Trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo di provincia (numero per abitante)

2018

2019

2020

Umbria

87,0

64,0

35,3

Marche

49,6

51,8

33,7

Lazio

311,3

306,4

146,0

Abruzzo

63,7

54,7

20,6

Molise

33,2

31,8

24,2

Campania

108,7

96,4

32,5

Puglia

40,4

38,9

19,5

Basilicata

43,4

56,6

27,4

Calabria

39,4

35,1

12,6

Italia

189,2

193,6

100,5

Nord

252,3

267,3

142,4

Centro

231,4

227,1

115,9

Sud

68,8

62,7

24,2

Ind. 269 Posti-km offerti dal TPL nei comuni capoluogo di provincia

(migliaia per abitante)

2017

2018

2019

Umbria

2,1

1,8

1,8

Marche

2,1

2,1

2,2

Lazio

6,9

6,8

6,7

Abruzzo

2,2

2,3

2,5

Molise

0,9

0,8

0,8

Campania

2,1

2,0

1,9

Puglia

2,3

2,1

1,9

Basilicata

1,1

1,1

1,2

Calabria

1,8

1,8

1,6

Italia

4,7

4,6

4,7

Nord

6,2

6,2

6,3

Centro

5,2

5,2

5,2

Sud

2,1

2,0

1,9

Ind. 172 Grado di soddisfazione del servizio di trasporto ferroviario a livello regionale (Totale)

Media delle persone che si dichiarano soddisfatte delle sette diverse caratteristiche del servizio rilevate (frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodità degli orari, costo del biglietto, informazioni sul servizio) sul totale degli utenti del servizio.

2019

2020

2021

Umbria

64,3

63,4

61,6

Marche

65,3

63,6

63,9

Lazio

69,5

65,4

63,8

Abruzzo

68,2

66,1

65,7

Molise

61,4

54,9

49,5

Campania

57,3

56,3

57,1

Puglia

64,2

59,3

60,2

Basilicata

58,1

63,5

62,2

Calabria

49,8

56,8

53,9

Italia

68,1

62,5

63,1

Nord

72,2

63,8

65,3

Centro

69,6

64,5

63,3

Sud

59,3

58,2

58,1

Ind. 210 Grado di soddisfazione del servizio di trasporto ferroviario a livello regionale (Femmine) (a) (b) (c)

Media delle persone che si dichiarano soddisfatte delle sette diverse caratteristiche del servizio rilevate (frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodità degli orari, costo del biglietto, informazioni sul servizio) sul totale degli utenti del servizio.

2019

2020

2021

Umbria

64,1

60,8

61,7

Marche

67,0

65,4

64,4

Lazio

69,7

65,9

62,3

Abruzzo

70,0

67,8

68,4

Molise

56,1

56,8

45,7

Campania

57,0

55,7

55,5

Puglia

62,3

57,9

59,2

Basilicata

55,9

67,7

62,0

Calabria

52,5

59,3

51,7

Italia

67,9

62,2

62,3

Nord

71,4

62,8

64,5

Centro

69,9

65,0

62,1

Sud

59,0

58,0

57,1

Ind. 209 Grado di soddisfazione del servizio di trasporto ferroviario a livello regionale (Maschi) (a) (b) (c)

Media delle persone che si dichiarano soddisfatte delle sette diverse caratteristiche del servizio rilevate (frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodità degli orari, costo del biglietto, informazioni sul servizio) sul totale degli utenti del servizio.

2019

2020

2021

Umbria

64,0

66,2

62,0

Marche

63,6

62,1

63,3

Lazio

69,3

64,9

65,4

Abruzzo

67,0

64,3

62,5

Molise

64,0

53,1

53,9

Campania

57,5

56,7

58,5

Puglia

65,9

60,9

61,5

Basilicata

60,6

59,5

62,6

Calabria

47,3

54,3

56,4

Italia

68,3

62,9

63,8

Nord

73,1

64,9

66,1

Centro

69,3

63,9

64,8

Sud

59,5

58,2

59,3

Ind. 046 Indice di utilizzazione del trasporto ferroviario (1) (a) (b) (c)

Persone che hanno utilizzato il mezzo di trasporto almeno una volta nell’anno sul totale della popolazione di 14 anni e oltre (percentuale)

2019

2020

2021

Umbria

26,2

27,1

21,4

Marche

28,8

26,7

24,8

Lazio

40,8

38,3

33,4

Abruzzo

27,3

25,0

20,4

Molise

30,5

30,3

17,7

Campania

33,9

33,3

29,0

Puglia

26,6

26,6

18,6

Basilicata

22,2

19,3

17,4

Calabria

24,9

19,6

21,3

Italia

37,0

31,5

26,7

Nord

48,5

36,4

30,7

Centro

37,4

35,4

30,9

Sud

29,3

28,0

23,4

Share.

About Author


Leave A Reply