IMPIANTI PERICOLOSI IN BASILICATA

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Nei pressi della città di Crotone è stata riscontrata, nel 2002, la presenza di zinco, piombo, rame, arsenico, cadmio, mercurio, ferro, idrocarburi, benzene, nitrati, frutto, perlopiù, di uno smaltimento abusivo, sistematico e incontrollato di montagne di rifiuti industriali.

Il caso di Crotone, diventato emergenza, è solo uno fra migliaia: l’Ispra ne ha contati 12.482. Siti potenzialmente contaminati, distribuiti su tutto il Paese, con un record di 3.733 casi in Lombardia. Mentre i siti in cui l’inquinamento è stato considerato talmente grave da comportare un elevato rischio sanitario, e per questo definiti «di Interesse Nazionale» (Sin), sono 58. L’interesse, a partire dal 1998, era quello di bonificarli. Oggi per la maggior parte resta ancora da capire la portata della contaminazione. Parliamo di aree industriali dismesse, in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, e aree in cui sono stati ammassati o interrati rifiuti pericolosi.(fonte: www.corriere.it).

Basilicata e siti produttivi:

 

Nel territorio lucano sono presenti diversi SITI CONTAMINATI o POTENZIALMENTE CONTAMINATI.  I SIN sono dei Siti contaminati di Interesse Nazionale ossia aree di particolare criticità ambientale caratterizzate da un notevole grado di inquinamento relativo alla totalità delle matrici ambientali in seguito alla presenza di aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, siti industriali attivi, aree interessate da incidenti e/o aree oggetto di smaltimento abusivo di rifiuti. In Basilicata i due Siti dichiarati di Interesse Nasionale(SIN) sono localizzati nell’area di Tito(Pz) ed in Val Basento( Mt). Il miglioramento delle condizioni economiche, lo sviluppo industriale e delle aree urbane, l’aumento dei consumi e la diversificazione dei processi produttivi hanno generato nuove tipologie di rifiuti con impatti importanti sull’ambiente. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti(PRGR) contiene le scelte delle priorità di intervento in relazione agli stati di vulnerabilità del territorio, alle caratteristiche del sito ed alla pericolosità dei rifiuti.

IL Piano Regionale per la Bonifica delle aree inquinate prevede, inoltre, la individuazione dei siti inquinati, l’ordine di priorità degli interventi e le modalità di rimozione delle fonti inquinanti.

Nella regione Basilicata sono presenti nove stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante(RIR): 8 in provincia di Potenza localizzati a S. Nicola di Melfi, Venosa, Potenza, Vaglio Guardia Perticara e Viggiano e 2 nella provincia di Matera che si trovano a Matera, Pisticci.

Nella provincia di Potenza avremo tra gli stabilimenti a rischio rilevante i seguenti:

 

 

 

Nome Attività Comune Classificazione
D.Lgs. 105/2015
Centro Olio Val D’Agri Attività minerarie (sterili e processi fisico-chimici) Viggiano Soglia superiore
Eni S.p.A. Divisione E&P
MAZZOLA GAS srl Deposito di gas liquefatti Potenza Soglia inferiore
BLPG srl Deposito di gas liquefatti Venosa Soglia superiore
COMPASS spa Stoccaggio di GPL Vaglio di Basilicata Soglia inferiore
COMMER TGS spa Produzione di imbottiture in poliuretano espanso Melfi Soglia superiore
AUTOGAS IONICA srl Stoccaggio di GPL Viggiano Soglia inferiore
Centro GPL Tempa Rossa TOTAL E&P Italia spa Stoccaggio di GPL Guardia Perticara Soglia superiore
Centro Olio Tempa Rossa TOTAL E&P Italia spa Attività minerarie (sterili e processi fisico-chimici) Corleto Perticara Soglia superiore

 

1) Il Centro Olio Val d’Agri o anche detto COVA in esercizio dal 2001 nella zona industriale di Viggiano, occupa una superficie di circa 180.000 m2  ed è il risultato dell’ampliamento del “Centro Olio Monte Alpi”. All’interno del COVA vengono trattati gli idrocarburi prodotti dal giacimento, separando olio, gas e acque di strato. Viene stoccato l’olio greggio in appositi serbatoi per poi trasferirlo tramite oleodotto alla Raffineria di Taranto per la raffinazione. Viene immesso il gas metano desolforato, disidratato e condizionato nella rete di distribuzione nazionale Snam Rete gas attraverso una stazione di pompaggio. Infine viene depurata l’acqua di strato dai residui di idrocarburi e di gas all’interno del COVA, per poi smaltirla nei centri di trattamento autorizzati.

Il COVA ha una capacità di trattamento giornaliera di 104.000 barili (circa 16.500 m3 di olio) e di 4.660.000 Sm3 di gas associato al greggio. Eni adotta rigorose misure di tutela ambientale e sofisticati sistemi di sicurezza. All’interno di una sala controllo, destinata al monitoraggio dei processi di produzione, i tecnici si alternano su 3 turni di lavoro di 8 ore ciascuno, garantendo l’attività del COVA 24 ore su 24.

 

 

 

 

 

 

Nel 2017 la fuoriuscita di greggio dal COVA, dal serbatoio D, scoperta a Febbraio, ha acceso una polemica ed un dibattito, nella comunità lucana, sull’opportunità o meno dell’esistenza di giacimenti petroliferi ed estrazione di greggio nel territorio della regione anche alla luce dei precedenti casi di sversamento risalenti al 2012 e 2013. Eni si affrettata a chiarire che i precedenti sversamenti non hanno nulla in relazione con l’ultimo episodio e che “non hanno avuto alcuna conseguenza ambientale e non presentano alcun elemento che possa collegarli all’olio recuperato a partire dal 2017”. Polemiche ci sono state anche in relazione alle fiammate ed ai rumori oltre alle emissioni odorigene denunciate dalla popolazione.  Eni si è, premurosamente, incaricata di precisare che “L’impianto non è sotto dimensionato rispetto al quantitativo di fluidi estratto giornaliero. L’entrata in funzione della V linea ha permesso di ottimizzare il funzionamento degli impianti di trattamento gas e si sottolinea che il numero esiguo di blocchi impianto, principalmente dovuto ad alcuni fattori esterni (Black-out Enel), si è ridotto progressivamente. La torcia è parte fondamentale del sistema di sicurezza e interviene cautelativamente in modo automatico ogni qualvolta è necessario depressurizzare in sicurezza l’impianto, o parti di esso, per consentire attività manutentive, fermi impianto programmati e non. Grazie agli standard elevati e alle migliori tecnologie adottate nel COVA, il numero di eventi di torcia è al di sotto della media registrata in impianti similari nel mondo, come confermano i dati e gli studi disponibili (V studio promosso dallo stato di Alberta, Canada). Per gli impianti che adottano le “Best Available Technologies”, per gli eventi torcia si considera un limite di 88 ore/annue mentre il COVA nel periodo 2011-2018 ha registrato una media di 18.3 ore/annue. In particolare, il 2018 ha registrato un trend in ulteriore miglioramento con un valore totale di 9.1 ore/annue di eventi in torcia. Gli eventi registrati sono stati comunicati agli enti competenti nel rispetto della normativa vigente e rientrano nei limiti previsti all’interno delle autorizzazioni ambientali in essere.”

 

Fonte: https://www.eni.com/eni-basilicata/home.page

3) Mazzola gas srl:

La ditta Mazzola Gas S.r.l. inizia la propria attività come punto vendita e distribuzione di GPL a Potenza.
Ciò comprende anche mansioni di fornitore ufficiale e autorizzato di gas certificato in bombola per uso domestico a privati cittadini e, in bomboloni a tenuta, per uso commerciale e produttivo, quindi destinato ad aziende ed industrie. I servizi includono, oltre alla vendita, anche le successive ricariche di GPL, anche a domicilio, per tutti i tipi di bombole: da camping, per cucine, per attività ambulanti, fino ad arrivare alle ricariche dei serbatoi di diverse dimensioni per uso civile ed industriale, sia per privati che per aziende.
Inoltre è presente una rete di serbatoi GPL con la distribuzione di GPL sfuso, là dove non è presente gas Metano, in contrade e periferie, oltre alla distribuzione di bombole, poiché il GPL rimane il metodo più diffuso per l’alimentazione di stufe, fornelli, forni e attività produttive, anche itineranti o all’aperto.

Il GPL era ed è largamente utilizzato e, non solo, per le autovetture.
Mazzola Gas S.r.l. asseconda le esigenze di fornitura e distribuzione di GPL a Potenza, con una presenza capillare sul territorio, ovunque fosse necessaria l’installazione degli impianti alimentati a GPL.

Tali impianti possono essere con:
bombola singola, ovvero un solo recipiente con regolatore di pressione e tubo flessibile allacciato all’apparecchio da utilizzare;
bombole multiple con centraline formate da più bombole in batteria max n. 03 per l’alimentazione di più apparecchi;
Serbatoi, interrati o esterni con capacità di 1000, 1750 , 3000 , 5000 Litri allacciati alla rete domestica e/o industriale
Grazie allo stabilimento di riempimento e imbottigliamento di Mazzola Gas S.r.l. e alle tecnologie da esso impiegate, volte a rendere sempre più sicuro e al passo con i tempi questo genere di utilizzo del GPL, Potenza vanta una tra le reti più fitte e meglio regolate di scambi e servizi del settore.
La gamma di bombole disponibili comprende un’ampia varietà di formati. Tutti i modelli, anche quelli in batteria, usufruiscono della medesima tecnologia di erogazione, consentita dalle leggi vigenti.
A ciò si somma un regolatore di pressione, ulteriore dispositivo di sicurezza, che facilita l’installazione della bombola e, efficace contro il ritorno di fiamma.
L’integrità di ogni singola bombola ricaricata presso lo stabilimento o consegnata domicilio, è certificata da un apposito registro e da un sigillo di qualità, apposto a seguito delle regolari e periodiche attività di manutenzione e controllo effettuate sulle bombole stesse e sui dispositivi di innesto..

 

4) BLPG SRL

Lo stabilimento B.LPG insediato nella Zona P.I.P. di Venosa, è stato realizzato modificando il preesistente stabilimento di imbottigliamento di G.P.L. (Gas  di Petrolio Liquefatto) costruito agli inizi degli anni 60 ed adeguato per quanto attiene alle prescritte misure di sicurezza. Le modifiche hanno comportato la realizzazione del nuovo serbatoio di stoccaggio tumulato, nonché l’assetto produttivo. Si garantiscono così migliori condizioni di sicurezza per i lavoratori, per le aziende che gravitano nell’area e per la cittadinanza tutta.

Nel raggio di 500 m sono presenti vari stabilimenti industriali e di natura commerciale della zona P.I.P. di Venosa, la stazione Ferroviaria, alcuni insediamenti civili, la strada SP 18 Ofantina e la Fiumara di Venosa.

La S.S. 655 “Bradanica” è a circa 4 km, la S.P. 18 Ofantina a meno di 200 m, la S.P. ex S.S. 168 a circa 3 km, la linea ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle a meno di 100 m.

Nel deposito è presente GPL (Gas di Petrolio Liquefatto), una miscela di idrocarburi leggeri costituita essenzialmente da propano e butano. Il GPL è contenuto in 3 serbatoi metallici cilindrici orizzontali tumulati, di capacità geometrica pari a 185 m³/cad. per complessivi 555 m³, pari a 300 t. L’attività svolta consiste nello stoccaggio e movimentazione di GPL che viene normalmente commercializzato in serbatoi per uso domestico, artigianale, industriale e autotrazione in funzione delle esigenze dei consumatori.

Nel deposito non avvengono processi di trasformazione ma unicamente operazioni di movimentazione per miscelazione e travaso GPL.

Il GPL viene introdotto nel deposito a mezzo di autocisterne idonee per il trasporto ed immesso nei serbatoi di stoccaggio con operazioni a ciclo chiuso, senza dispersione del prodotto in atmosfera. Il GPL viene commercializzato a mezzo autocisterne (GPL sfuso) per uso combustione e/o uso defiscalizzato per clienti industriali e per l’autotrazione, mentre la movimentazione interna del GPL è effettuata con pompe e compressori.

Nelle aree immediatamente circostanti la B.LPG  non sono presenti altre industrie a rischio di incidente rilevante soggette quindi alla disciplina normativa di cui al d.lgvo 334/99 e s.m.i..

 

5) COMPASS SPA

ComPass, di proprietà della famiglia Passarelli Pula, è attiva nel settore della distribuzione GPL da cinquant’anni; nel 1962 Enrico Mattei, allora presidente ENI, propose al capostipite della famiglia Umberto di occuparsi per conto di AgipGas del trasporto bombole in Basilicata dove nel 1976 ha ottenuto l’esclusiva. Oggi, la terza generazione della famiglia punta ad incrementare la presenza del marchio AgipGas in tutta Italia contando su una distribuzione capillare, effettuata su tutto il territorio nazionale con tempestività, attenzione alla sicurezza e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Da 50 anni la mission di ComPass è distribuire GPL per soddisfare il fabbisogno di energia di clienti privati, aziende e industrie aggiornando costantemente le tecnologie, la flotta e la logica distributiva per arrivare prima e meglio.

 

 

 

6) COMMER TGS SPA

Lo stabilimento Commer TGS è situato nell’area Industriale San Nicola di Melfi (PZ) ed è specializzato nella produzione di imbottiture e altri particolari in poliuretano espanso da stampo, ad esempio insonorizzanti, per il settore automotive

LINEE DI PRODUZIONE:

imbottiture di sedili da stampo a freddo

schiuma HR a bassa densità

 

7) AUTOGAS IONICA SRL

Anche questa si occupa di miscelazione ed imbottigliamento di gas petroliferi liquefatti( GPL).

Il Gruppo Autogas, presente sul territorio da oltre 60 anni nel settore dell’ENERGIA, offre prodotti, servizi e soluzioni utili a soddisfare qualunque esigenza energetica. Gruppo Autogas è una multiutility con un’offerta completa nel settore energetico che comprende il GPL combustione/autotrazione e i nuovi marchi AGNLuce – con una gamma di offerte per il settore dell’energia elettrica, AGNGas – per il settore del gas naturale, AGNE² – per tutte le soluzioni di efficientamento energetico, AGNSolar – la sinergia perfetta tra luce e fotovoltaico, AGNe-DRIVE – dedicato al settore della mobilità elettrica. L’impegno del Gruppo è rivolto inoltre alla costruzione di relazioni efficaci con il territorio di riferimento, anche attraverso la promozione di iniziative di carattere sociale, ambientale e culturale e con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla sicurezza.

 

 

 

 

8) CENTRO GPL TEMPA ROSSA (GUARDIA PERTICARA)

Tempa Rossa è un giacimento petrolifero situato nell’alta valle del Sauro, nel cuore della regione Basilicata, nel sud Italia. Il progetto si estende principalmente sul territorio del Comune di Corleto Perticara (PZ), a 4 km dal quale verrà costruito il futuro centro di trattamento. 5 pozzi si trovano anch’essi sul territorio del Comune di Corleto Perticara, mentre il sesto pozzo si trova nel Comune di Gorgoglione. Altri due pozzi saranno perforati una volta ottenute le autorizzazioni. L’area dove verrà realizzato il centro di stoccaggio GPL si trova invece nel Comune di Guardia Perticara.

A regime l’impianto – tra i più evoluti nel settore petrolifero – avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo.

 

9) Centro oli Tempa Rossa( CORLETO PERTICARA)

Conto alla rovescia per la ripartenza del Centro olio di Tempa Rossa. A farlo sapere è il sindaco di Corleto Perticara Antonio Massari: «Total ripiglierà definitivamente le prove di estrazione ai primi di settembre. O almeno, questo è quel che ha detto l’assessore regionale Franco Cupparo nel vertice svoltosi l’altro giorno in prefettura, a Potenza». I test dovrebbero durare 90 giorni, fino al mese di dicembre.
«Terminata la fase sperimentale – aggiunge il primo cittadino di Corleto – partirà la produzione vera e propria prevista a gennaio». È questa la nuova tabella del crono programma stilato per l’entrata in funzione del secondo Centro olio della Basilicata. Una serie di prove di produzione a Tempa Rossa erano state avviate a settembre 2018, ma l’assenza di alcune autorizzazioni ne aveva determinato il blocco da parte della Regione. Autorizzazioni che nel frattempo, da settembre in poi, sono arrivate e dunque ora l’avvio della produzione sembra più vicino. È per questo motivo che, nell’ultimo periodo, si stanno susseguendo incontri, vertici e riunioni durante i quali i sindaci della concessione, le organizzazioni sindacali e i comitati civici non mancano di far sentire la propria voce. «Per evitare una sorta di tana libera tutti, vale a dire un inizio senza regole – afferma Massari – abbiamo chiesto a tutte le parti in causa che prima ancora che comincino le attività vengano fissati dei paletti a tutela del territorio e dell’occupazione». Tra le richieste dei primi cittadini l’immediata sottoscrizione dell’accordo per il gas, ovvero la fornitura gratuita del gas naturale estratto per tutti gli abitanti di Corleto Perticara, Gorgoglione e Guardia Perticara.

FONTI:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/inquinamento-siti-sin-aree-contaminate-6-milioni-persone-rischio-ecco-mappa/7821fa4a-ef47-11e8-9117-0ca7fde26b42-va.shtml?refresh_ce-cp

 

http://www.arpab.it/public/RelazioneAmbientale%20_anno2016.pdf

 

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

 

https://www.eni.com/eni-basilicata/chi-siamo/centro-olio-val-d-agri.page

 

http://www.mazzolagas.it/gas-gpl

 

http://www.it.total.com/it/pagine/attivita/il-progetto-tempa-rossa

 

A Tito Scalo, nell’area della ex-Daramic, il tricloroetilene arriva a 691.000 mcg/l, ovvero 460.000 volte la soglia di legge; gli idrocarburi totali arrivano a 39.600 mcg/l, cioè 113 volte la soglia di legge. Il tricloroetilene è stato rinvenuto in quantità “industriali” praticamente in tutto il territorio di Tito Scalo e della Val Basento; si tratta di un cancerogeno di categoria 2A, con sospetta relazione con linfomi di Hodgkin e con il morbo di Parkinson. Le contaminazioni ambientali sopra esposte sono parziali, ma sufficienti a considerare il territorio in esame come pesantemente inquinato. Inoltre gli enti preposti a garantire la salute dei cittadini devono adottare provvedimenti importanti senza indugi così come la legge impone. I dati di Tito Scalo e della Val Basento sono paragonabili, per quantità e qualità degli inquinanti, ai dati rinvenuti dal Corpo Forestale dello Stato nelle varie indagini svolte dal 2012 sulle falde dei comuni di Acerra, Magliano, Nola e Caivano in Campania.

 

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