INFRASTRUTTURE COME CHIAVE DI VOLTA

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Le infrastrutture civili sono la chiave di volta per risollevare il Sud e ricreare una strada virtuosa di sviluppo. Non hanno dubbi gli ingegneri delle regioni meridionali che si sono riuniti a Lecce per lanciare un forte messaggio al Governo sulla necessità di investire sulle reti viarie e ferroviarie, sui bacini idrici e su tutto quello che serve per la crescita. Le hanno chiamate ” proposte per il rilancio del mezzogiorno” Si tratta di investimenti infrastrutturali che devono innanzitutto valorizzare le molte vocazioni e specializzazioni produttive dei territori meridionali, incentivando l’innovazione tecnologica, le esperienze e il know-how tecnico-scientifico che anche i centri di competenza del Sud esprimono.” In tutto sono 27 gli interventi che, in una tavola rotonda coordinata dal presidente della federazione degli Ordini degli Ingegneri della Basilicata,. Abbate, sono venuti fuori come obiettivi da realizzare in tempi brevi.
“Tra le proposte lucane, di cui alcune già programmate e da finanziare con i 48 miliardi di euro disponibili per le infrastrutture strategiche del Mezzogiorno , la messa in sicurezza della Basentana, la realizzazione del “by-pass” Matera-Ferrandina, l’adeguamento della Gioia del Colle (BA) – Matera, la realizzazione dei collegamenti trasversali tra le valli della Basilicata, il completamento dell’itinerario Maratea-Lauria-Autostrada A2-Pollino, il riammodernamento e messa in sicurezza della Potenza – Melfi  altri interventi a servizio di collegamenti tra i comuni lucani e le direttrici principali, ma anche il prolungamento in direzione sud della rete Alta Velocità Ferroviaria Salerno Reggio Calabria, il progetto di velocizzazione e potenziamento linee Battipaglia – Potenza e Potenza – Metaponto, l’ammodernamento della linea ferroviaria Potenza – Foggia, la piattaforma logistica in Valbasento a beneficio del sistema industriale e agroalimentare con specializzazione ortofrutticola come elemento intermodale in connessione e raccordo con il Porto di Taranto (elemento centrale nelle politiche di sviluppo del Mezzogiorno, all’interno del Mediterraneo) anche in funzione della zona economica speciale (ZES) interregionale Puglia – Basilicata, ed infine il potenziamento, la razionalizzazione e l’integrazione degli schemi idrici principali e dei sistemi di depurazione.”
Durante la prima giornata, la Basilicata presente nel panel “Per un Sud connesso e innovativo”.
“Connettere il Mezzogiorno  – ha detto nel suo intervento il lucano ing. Angelo Santo Luongo consulente Invitalia sui temi dei trasporti e dello sviluppo sostenibile – presuppone il superamento di un gap infrastrutturale e di quantità e qualità dei servizi, che da decenni caratterizza questa area del Paese, con ripercussioni sulla sua struttura insediativa, economico e sociale. Cospicui investimenti sono programmati ed in corso sulla rete ferroviaria, in primis sulla direttive Alta Capacità Napoli-Bari, con i lavori appaltati che porteranno a completamento l’infrastruttura nel 2022, ma anche sulla direttrice adriatica,  sulla linea Ionica e sulla linea Battipaglia-Potenza-Metaponto per la quale è in corso la progettazione (pur in assenza di copertura finanziaria). Inoltre è in programma il potenziamento dell’aeroporto di Napoli, che negli ultimi anni ha avuto performance quasi uniche nel panorama italiano, in previsione del raddoppio del traffico aereo previsto a livello mondiale nonché un intenso programma di manutenzione delle rete stradale Anas. A fronte di questi cospicui investimenti sulle reti ed i nodi TEN presenti nelle principali polarità urbane della rete è evidente la necessità un’azione di un più elevato grado di “ricucitura” interna della rete trasportistica del Mezzogiorno per assicurare una diffusione degli effetti quanto più ampia possibile al fine di mitigare gli effetti della polarizzazione che, spinta oltre una soglia critica, può accentuare i fenomeni di squilibrio nello sviluppo socio economico delle aree interne e, più in generale, dell’intera area meridionale.
L’accesso di vaste zone periferiche, e marginali ai principali corridoi nazionali e regionali è principalmente possibile attraverso la rete infrastrutturale secondaria, a scala provinciale e strategica per l’accesso ai servizi di base ed alle direttrici infrastrutturali di livello superiore. Pertanto è opportuno focalizzare l’attenzione, in termini di recupero di efficienza e livelli minimi di percorribilità, anche su tali infrastrutture, investendo risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria.”

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