LA RIPRESA ITALIANA PASSA ATTRAVERSO UN PIANO

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L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU, il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi.

Il dispositivo RRF richiede agli Stati membri di presentare un pacchetto di investimenti e riforme – il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo Piano, che si articola in sei Missioni e 16 Componenti, beneficia della stretta interlocuzione avvenuta in questi mesi con il Parlamento e con la Commissione Europea, sulla base del Regolamento RRF.

Le sei Missioni del Piano sono:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura;
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. istruzione e ricerca;
  5. inclusione e coesione;
  6. salute

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa largamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Per realizzare il piano sono necessarie delle riforme. Il governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto

pubblica amministrazione, per migliorare la capacità amministrativa a livello centrale e locale; rafforza i processi di selezione, formazione e promozione dei dipendenti pubblici; incentiva la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure amministrative. Si basa su una forte espansione dei servizi digitali negli ambiti dell’identità, dell’autenticazione, della sanità e della giustizia. L’obiettivo è una marcata sburocratizzazione per ridurre i costi e i tempi che attualmente gravano su imprese e cittadini.

giustizia, per affrontare i nodi strutturali del processo civile e penale e rivedere l’organizzazione degli uffici giudiziari. Nel campo della giustizia civile si semplifica il rito processuale, in primo grado e in appello, e si implementa definitivamente il processo telematico. Il Piano predispone inoltre interventi volti a ridurre il contenzioso tributario e i tempi della sua definizione. In materia penale, il Governo intende riformare la fase delle indagini e dell’udienza preliminare; ampliare il ricorso a riti alternativi; rendere più selettivo l’esercizio dell’azione penale e l’accesso al dibattimento; definire termini di durata dei processi.

semplificazione della legislazione,  al fine di una razionalizzazione e semplificazione della legislazione, essa abroga o modifica leggi e regolamenti che ostacolano eccessivamente la vita quotidiana dei cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. La riforma interviene sulle leggi in materia di pubbliche amministrazioni e di contratti pubblici, sulle norme che sono di ostacolo alla concorrenza e sulle regole che hanno facilitato frodi o episodi corruttivi.

promozione della concorrenza essendo, essa, fattore essenziale per la crescita economica e l’equità è la promozione e la tutela della concorrenza. La concorrenza non risponde solo alla logica del mercato, ma può anche contribuire ad una maggiore giustizia sociale. A tal fine l’autorità garante della concorrenza svolge un ruolo efficace nell’accertare e nel sanzionare cartelli tra imprese, abusi di posizione dominante e fusioni o acquisizioni di controllo che ostacolano sensibilmente il gioco competitivo

analizzandole specificatamente avremo:

 

Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (3 componenti): sostiene la transizione digitale del Paese, nella modernizzazione della pubblica amministrazione, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo. Ha l’obiettivo di garantire la copertura di tutto il territorio con reti a banda ultra-larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese. Investe inoltre sul rilancio di due settori che caratterizzano l’Italia: il turismo e la cultura

 

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Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica (4 componenti): è volta a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia per rendere il sistema sostenibile e garantire la sua competitività. Comprende interventi per l’agricoltura sostenibile e per migliorare la capacità di gestione dei rifiuti; programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili; investimenti per lo sviluppo delle principali filiere industriali della transizione ecologica e la mobilità sostenibile. Prevede inoltre azioni per l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato; e iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, per salvaguardare e promuovere la biodiversità del territorio, e per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.

 

 

Missione 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile (2 componenti): si pone l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Potenzia i servizi di trasporto merci secondo una logica intermodale in relazione al sistema degli aeroporti. Promuove l’ottimizzazione e la digitalizzazione del traffico aereo. Punta a garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale (PNL) per la rete dei porti.

 

 

Missione 4 – Istruzione e ricerca (2 componenti): punta a colmare le carenze strutturali, quantitative e qualitative, dell’offerta di servizi di istruzione nel nostro Paese, in tutto in ciclo formativo. Prevede l’aumento dell’offerta di posti negli asili nido, favorisce l’accesso all’università, rafforza gli strumenti di orientamento e riforma il reclutamento e la formazione degli insegnanti. Include anche un significativo rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico, per innalzare il potenziale di crescita.

 

 

Missione 5 – Inclusione e coesione (3 componenti): investe nelle infrastrutture sociali, rafforza le politiche attive del lavoro e sostiene il sistema duale e l’imprenditoria femminile. Migliora il sistema di protezione per le situazioni di fragilità sociale ed economica, per le famiglie, per la genitorialità. Promuove inoltre il ruolo dello sport come fattore di inclusione. Un’ attenzione specifica è riservata alla coesione territoriale, col rafforzamento delle Zone Economiche Speciali e la Strategia nazionale delle aree interne. Potenzia il Servizio Civile Universale e promuove il ruolo del terzo settore nelle politiche pubbliche.

 

 

 

 

 

Missione 6 – Salute (2 componenti): è focalizzata su

due obiettivi: il rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza sul territorio, con l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Potenzia il Fascicolo Sanitario Elettronico e lo sviluppo della telemedicina. Sostiene le competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, oltre a promuovere la ricerca scientifica in ambito biomedico e sanitario.

 

 

 

Strumentale alla realizzazione della Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura è la transizione digitale che rappresenta un’enorme occasione per aumentare la produttività, l’innovazione e l’occupazione, garantire un accesso più ampio all’istruzione e alla cultura e colmare i divari territoriali.

l’Italia è ancora in ritardo in termini di adozione digitale e innovazione tecnologica,

in nostro Paese al 24° posto fra i 27 Stati membri dell’UE ed è necessario colmare questo gap che costituisce un freno allo sviluppo economico dello stato italiano.

 

 

Un primo obbiettivo è offrire una connettività omogenea ad alta velocità in tutto il paese per residenti, aziende, scuole e ospedali. Per farlo è necessario utilizzare tutte le tecnologie più avanzate (Fibra, FWA, 5G8) e adattare il quadro normativo in modo da facilitarne l’implementazione. Per farla è necessario che ciascuna amministrazione migri verso un cloud sicuro che consenta a  cittadini e imprese di fornire “una sola volta” le loro informazioni ad autorità ed amministrazioni

Per consentire un’efficace interazione tra cittadini e PA bisogna  rafforzare l’identità digitale, a partire da quelle esistenti (SPID e CIE), migliorare i servizi offerti ai cittadini, tra cui i pagamenti (PagoPA) e le comunicazioni con la PA (Piattaforma di Notifica), e fare leva sull’app “IO” come principale punto di contatto digitale con la PA.

E’ necessario rafforzare la “cittadinanza digitale” attraverso iniziative dedicate volte a migliorare le competenze digitali di base. Un’ampia fetta della popolazione ne è ancora priva: questo ostacola la partecipazione attiva alla vita democratica, l’accesso al mercato del lavoro e la diffusione dei servizi digitali. Inoltre le tecnologie digitali rappresentano un nuovo paradigma di qualità ed efficacia nella gestione degli asset, attraverso l’applicazione estensiva di sensori grazie ai quali analizzare i parametri chiave delle infrastrutture nel tempo.

 

 

Strumentale alla realizzazione della Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica è innanzitutto una riduzione delle emissioni  di gas climalteranti, espresse in tonnellate equivalenti, che, già oggi, sono inferiori alla media dell’UE.

Tuttavia, il nostro Paese presenta ancora notevoli ritardi e vulnerabilità. Per quanto riguarda i trasporti, l’Italia ha il numero di autovetture ogni mille abitanti più alto tra i principali Paesi europei e una delle flotte di autoveicoli più vecchie dell’Europa occidentale. Nel 2018 i veicoli altamente inquinanti erano pari al 45 per cento della flotta totale e al 59 per cento del trasporto pubblico.

 

La quota su rotaia del trasporto totale delle merci è inferiore alla media UE.

Nel 2019, in Italia era l’11,9 per cento, contro il 17,6 per cento.

L’estensione della rete ferroviaria in rapporto alla popolazione è la più bassa tra i principali Paesi europei.

Pertanto, l’aumento dell’uso della ferrovia – a fini privati e commerciali – e una maggiore integrazione dei diversi modi di trasporto possono contribuire alla decarbonizzazione e all’aumento della competitività del Mezzogiorno.

 

L’inquinamento nelle aree urbane rimane elevato e il 3,3 per cento della popolazione italiana vive in aree in cui i limiti europei di inquinamento sono superati. In un’analisi europea sulla maggiore mortalità causata dall’esposizione a polveri sottili e biossido di azoto, tra le prime 30 posizioni ci sono 19 città del Nord Italia, con Brescia e Bergamo in cima alla classifica11.L’inquinamento del suolo e delle acque è molto elevato, soprattutto nella Pianura Padana. La Pianura Padana è anche una delle zone più critiche per la presenza di ossidi di azoto e ammoniaca in atmosfera a causa delle intense emissioni di diverse attività antropiche, comprese quelle agricole.

 

Per quanto riguarda l’economia circolare, l’Italia si posiziona al di sopra della media UE per gli investimenti nel settore e per la produttività delle risorse.

 

Gli investimenti nelle infrastrutture idriche sono stati insufficienti per anni e causano oggi rischi elevati e persistenti di scarsità e siccità.

 

L’Italia è inoltre particolarmente vulnerabile agli eventi idrogeologici e all’attività sismica. Oltre il 90 per cento dei comuni italiani è ad alto rischio di frane e inondazioni, pari a circa 50.000 km2 del territorio italiano. Il nostro Paese ha un patrimonio unico da proteggere: un ecosistema naturale e culturale di valore inestimabile, che rappresenta un elemento distintivo dello sviluppo economico presente e futuro.

Al fine di avviare la transizione ecologica  ha lanciato numerose misure che hanno stimolato investimenti importanti.

La penetrazione delle energie rinnovabili si è attestata nel 2019 al 18,2%, contro un target europeo del 17%.

 

Il PNRR è un’occasione straordinaria per accelerare la transizione ecologica e superare barriere che si sono dimostrate critiche in passato. Il Piano introduce sistemi avanzati e integrati di monitoraggio e analisi per migliorare la capacità di prevenzione di fenomeni e impatti. Incrementa gli investimenti volti a rendere più robuste le infrastrutture critiche, le reti energetiche e tutte le altre infrastrutture esposte a rischi climatici e idrogeologici. L’Italia intende sviluppare una leadership tecnologica e industriale nelle principali filiere della transizione (sistemi fotovoltaici, turbine, idrolizzatori, batterie) che siano competitive a livello internazionale e consentano di ridurre la dipendenza da importazioni di tecnologie e creare occupazione e crescita. Il Piano rafforza la ricerca e lo sviluppo nelle aree più innovative, a partire dall’idrogeno. Inoltre intende sviluppare il piano in maniera equa contribuendo a ridurre il divario tra il Nord  ed il Sud del paese. Per beneficiare del finanziamento del RRF, uno Stato membro dovrà presentare un piano nazionale per la ripresa e la resilienza relativo all’agenda di riforme e investimenti per l’intero periodo 2021-2023.Lo stato italiano intende richiedere il massimo delle risorse RRF, pari a 191,5 miliardi di euro, divise in 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti.

 

 

 

Il React EU rappresenta un’iniezione di fondi aggiuntivi per la Politica di Coesione 2014-2020, in attesa della piena operatività della programmazione dei fondi strutturali europei 2021-27. Uno strumento ponte per finanziare gli interventi più urgenti e assicurare continuità al sostegno alle imprese, già duramente colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria.

 

 

 

 

 

Il fondo complementare Vale 30,6 miliardi ed è anche definito come Recovery domestico, che servirà a finanziare il superbonus, il piano Transizione 4.0 e alcune opere infrastrutturali che potranno essere realizzate anche oltre i sei anni previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza. Un fondo complementare, perchè ha regole di ingaggio simili al Recovery vero e proprio.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi

Ai 191,5 miliardi di fondi europei del Piano nazionale ripresa e resilienza si aggiungono 30,6 miliardi del fondo Complementare, il cosiddetto Recovery domestico, in cui rientrano gli investimenti che non sono inclusi nel Recovery vero e proprio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il PNRR scomposto in cifre relativa alle missioni è così costituito:

COMPOSIZIONE DEL PNRR PER MISSIONI E COMPONENTI (MILIARDI DI EURO)
M1. DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ E CULTURA PNRR (a) React EU (b) Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M1C1 – DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E SICUREZZA NELLA PA 9,75 0 1,2 10,95
M1C2 – DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ NEL SISTEMA PRODUTTIVO 24,3 0,8 5,88 30,98
M1C3 – TURISMO E CULTURA 4.0 6,68 0 1,46 8,13
Totale Missione 1 40,73 0,8 8,54 50,07
M2. RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA PNRR (a) React EU (b) Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M2C1 – AGRICOLTURA SOSTENIBILE ED ECONOMIA CIRCOLARE 5,27 0,5 1,2 6,97
M2C2 – TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE 23,78 0,18 1,4 25,36
M2C3 – EFFICIENZA ENERGETICA E RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI 15,22 0,32 6,72 22,26
M2C4 – TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA RISORSA IDRICA 15,06 0,31 0 15,37
Totale Missione 2 59,33 1,31 9,32 69,96
M3. INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE PNRR (a) React EU (b)  Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M3C1 – RETE FERROVIARIA AD ALTA VELOCITÀ/CAPACITÀ 24,77 0 3,2 28,3
M3C2 – INTERMODALITÀ E LOGISTICA INTEGRATA 0,36 0 3,13 3,16
Totale Missione 3 25,13 0 6,33 31,46
M4. ISTRUZIONE E RICERCA PNRR (a) React EU (b) Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M4C1 – POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA DEI SERVIZI DI ISTRUZIONE: DAGLI ASILI NIDO ALLE UNIVERSITÀ 19,44 1,45 0 20,89
M4C2 – DALLA RICERCA ALL’IMPRESA 11,44 0,48 1 12,92
Totale Missione 4 30,88 1,93 1 33,81
M5. INCLUSIONE E COESIONE PNRR (a) React EU (b) Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M5C1 – POLITICHE PER IL LAVORO 6,66 5,97 0 12,63
M5C2 – INFRASTRUTTURE SOCIALI, FAMIGLIE, COMUNITÀ E TERZO SETTORE 11,17 1,28 0,13 12,58
M5C3 – INTERVENTI SPECIALI PER LA COESIONE TERRITORIALE 1,98 0 2,43 4,41
Totale Missione 19,81 7,25 2,56 29,62
M6. SALUTE PNRR (a) React EU (b) Fondo complementare (c) Totale (d)=(a)+(b)+(c)
M6C1 – RETI DI PROSSIMITÀ, STRUTTURE E TELEMEDICINA PER L’ASSISTENZA SANITARIA TERRITORIALE 7 1,5 0,5 9
M6C2 – INNOVAZIONE, RICERCA E DIGITALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 8,63 0,21 2,39 11,22
Totale Missione 6 15,63 1,71 2,89 20,22
TOTALE 191,5 13 30,64 235,14

 

 

 

 

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