LA SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA NEI SETTORI AD ALTA TECNOLOGIA

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Nonostante l’Italia si distanzia notevolmente dai paesi europei leader in tema di ricerca e brevettazione, si posizione meglio dei partner europei in tema di propensione all’innovazione delle imprese. Più della metà delle spese in termini di ricerca e brevettazione è sostenuto dalle imprese ma l’obiettivo europeo di coinvolgimento dei privati nella ricerca è ancora lontano da raggiungere. In un’ottica di ripresa post pandemica la propensione di una nazione ad indirizzarsi verso la specializzazione produttiva in termini di innovazione di prodotto e di processo può rappresentare un fattore propulsivo funzionale ad una ripresa economica più consistente nei confronti dei partner europei e mondiali (anche se, considerando le evoluzioni geopolitiche che stanno interessando l’intero pianeta, sarebbe più corretto utilizzare il termine partner riferito alle nazioni europee e competitor riferendosi a tutte le altre nazioni anche di continenti diversi dal nostro).

Lo scenario è però caratterizzato da molteplici elementi di incertezza, che impatteranno le prospettive dei settori ad alta tecnologia, sia nel 2020 che negli anni futuri, con anche possibili ricadute sulla struttura produttiva degli stessi. La specializzazione del nostro Paese in alcune di queste produzioni ad alto contenuto tecnologico, come la farmaceutica (con una forte specializzazione nei vaccini), così come in alcune nicchie produttive nel mondo dei dispostivi medici e/o nell’elettronica, potrebbe però rappresentare un’importante opportunità di ripartenza per la nostra economia.

La specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia è un indicatore estremamente esplicativo di come una nazione e, più analiticamente, una regione italiana si indirizzi rispetto alle altre in termini di propensione all’abbandono delle specializzazioni produttive più obsolete ed all’adozione di tecnologie produttive maggiormente evolute e meno impattanti sull’ambiente di cui, gli scenari economici futuri, dovranno necessariamente tener conto

 

Ind. 419 Specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia (totale) (a)
Occupati nei settori manifatturieri ad alta tecnologia e nei settori dei servizi ad elevata intensità di conoscenza e

 ad alta tecnologia in percentuale sul totale degli occupati (totale)

2018 2019 2020
Lazio 6,6 7,0 7,8
Abruzzo 3,1 3,3 3,1
Molise 2,2 2,1 2,1
Campania 2,2 2,7 2,6
Puglia 1,5 1,5 1,7
Basilicata 1,6 2,0 2,1
Calabria 0,9 1,1 1,3
Nord 3,9 4,0 4,1
 Centro 4,9 4,9 5,4
Mezzogiorno 1,9 2,1 2,1
Italia 3,5 3,7 3,9

 

I settori ad alta tecnologia sono caratterizzati da una particolare propensione verso la R&S, verso l’innovazione e l’uso delle tecnologie più moderne. I settori hi-tech creano prodotti e servizi caratterizzati da elevata innovatività che contribuiscono a migliorare la vita dei cittadini e che possono essere inseriti nei processi produttivi di altri soggetti del sistema economico contribuendo così ad un’innovazione anche nei sistemi più tradizionali.

Ind. 420 Specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia (maschi) (a)  
Occupati nei settori manifatturieri ad alta tecnologia e nei settori dei servizi ad elevata intensità di conoscenza e

ad alta tecnologia in percentuale sul totale degli occupati (maschi)

 
 
2018 2019 2020  
Lazio 8,2 8,5 9,5  
Abruzzo 3,5 3,6 3,3  
Molise 2,3 …. 2,5  
Campania 2,4 3,0 2,9  
Puglia 1,8 1,7 1,8  
Basilicata 1,8 2,2 2,2  
Calabria 0,9 1,4 1,6  
Nord 4,6  
 Centro 6,0 6,0 6,5  
Mezzogiorno 2,1 2,4  
Italia 4,1 4,3 4,6  
 
 
Ind. 421 Specializzazione produttiva nei settori ad alta tecnologia (femmine) (a)
Occupati nei settori manifatturieri ad alta tecnologia e nei settori dei servizi ad elevata intensità di conoscenza e

 ad alta tecnologia in percentuale sul totale degli occupati (femmine)

2018 2019 2020
Lazio 4,6 5,0 5,6
Abruzzo 2,3 2,9 2,8
Molise …. …. ….
Campania 1,9 2,0 2,1
Puglia 0,9 1,1 1,5
Basilicata …. …. ….
Calabria 0,8 …. 0,9
Nord
 Centro
Mezzogiorno
Italia 2,6 2,8 2,9

 

In ultimo può essere utile inserire il seguente indicatore che mette in risalto come fino dal 2016 emergeva come la percentuale degli addetti nei settori ad alta intensità di conoscenza fosse una percentuale marginale rispetto alla totalità dei lavoratori.

 

 

 

Ind. 523 Quota degli addetti nei settori ad alta intensità di conoscenza nelle imprese dell’industria e dei servizi
Addetti nei settori ad alta intensità di conoscenza in percentuale sul totale addetti, nelle unità locali delle

imprese dell’industria e dei servizi

2016 2017 2018
Lazio 24,9 24,9 25,0
Abruzzo 15,1 15,6 16,1
Molise 13,7 14,0 14,0
Campania 15,5 15,5 15,9
Puglia 14,3 14,2 14,5
Basilicata 14,7 14,0 14,1
Calabria 13,6 13,9 14,5
Nord 18,6 18,9 19,3
 Centro 19,9 20,1 20,3
Mezzogiorno 14,8 14,9 15,2
Italia 18,0 18,2 18,6

Portando il tutto in un’ottica contemporanea si può affermare che sia stringente la necessità di indirizzare gli studenti ed i lavoratori verso un possesso di skills tecnico-scientifiche che superi le conoscenze tradizionali ma che si indirizzi verso il possesso di altre in grado di intercettare le richieste di un mercato del lavoro che andrà sempre più specializzandosi e settorializzandosi.

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