NELLA CRISI E CON LA TESTA ALL’INDIETRO

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Non so, forse me lo sono perso, forse qualcuno ci ha già lavorato sopra, ma mi piacerebbe che si incominciasse a parlare di come rimediare alla tragedia di questa pandemia, di come trarre da essa insegnamenti per il futuro della nostra regione e soprattutto di come organizzare la risalita, evitando che essa sia più dolorosa che altrove. Vorrei tanto che Confindustria, la Lega, Pensiamo Basilicata , Coldiretti e le altre organizzazioni imprenditoriali e i Sindacati si  sforzassero di proporre una strategia di uscita dalla crisi , puntata sul rilancio delle attività esistenti, sul consolidamento delle filiere, e soprattutto su una politica industriale improntata sulla sostenibilità, sul rapporto forte con la ricerca, su una ripresa della manifattura che in questi decenni è stata abbandonata in nome di una finanziarizzazione della economia. Mi piacerebbe che la Confindustria Basilicata, insieme alle altre consorelle meridionali ponessero il problema di una decisa delocalizzazione al sud delle attività, mettendo insieme gli incentivi per il rilancio per il Sud e quelli per una riconversione industriale . Mi piacerebbe che le stesse consorelle ponessero insieme il tema di una industrializzazione legata al “brand Italia”,  nelle quali i prodotti possono anche costare qualcosa in più avendo la peculiarità di essere unici e non ripetitivi. In questi giorni drammatici è emersa la creatività, l’ingegno, la capacità di adattamento di sopperire alla carenza di prodotti riconvertendo, rimodulando le linee,riadattando le procedure. Così come in agricoltura è apparso finalmente evidente l’interdipendenza tra territori e la conseguente necessità di rafforzare filiere, crearne altre, portare la trasformazione dei prodotti in aree più libere, meno affollate , capaci di offrire anche il valore aggiunto di un ambiente non inquinato. Tutta la trasformazione dei prodotti zootecnici, agricoli può cogliere al Sud opportunità nuove, se solo ci fosse un modo meno individualista di procedere e soprattutto se ci fossero distretti pronti a mettersi a disposizione. Oggi che gli aiuti di stato sono saltati, ci sarebbe da approfittarne per offrire condizioni allocative migliori che nel Nord Italia. Ci sono le opportunità e ci sono condizioni nuove per reclamare una riequilibrio territoriale del sistema Italia che faccia stare meglio sia il Nord che il centro ed il Sud. Ma non possiamo aspettare che le cose arrivino col panierino. bisogna ragionare, progettare, proporre e mobilitare tutte le energie, politiche, sindacali, imprenditoriali, associative  . Così come è evidente che Il Dipartimento alle attività produttive deve dotarsi di consulenze economiche importanti , che abbiano esperienze, che vantino risultati e che sappiano indicare i nuovi orizzonti e i percorsi necessari per arrivarci. rocco rosa

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