NIENTE SCHERZI SULLE PRIORITA’ STRADALI DA PROPORRE AL GOVERNO

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l solo modo per arrivare a capire che cosa tiene in mente il Governo regionale rispetto alla programmazione delle opere ricadenti nel Piano di ripresa e resilienza, è quello di farlo parlare in Consiglio, utilizzando i pochi strumenti che ancora non sono stati calpestati del tutto e cioè le mozioni. E farlo esprimere sulle sei linee di azione che il Pnnr descrive come binari di riferimento lungo i quali procedere. Un tentativo di questo genere fatto dal consigliere di Italia viva ,Luca Braia, ha sortito un qualche effetto con la richiesta,tradotta in mozione,poi votata dall’assemblea,  di affrontare in primis il tema delle infrastrutture viarie. Che poi non è tema di quello che si vorrebbe fare, ma di quello che va fatto con priorità, perché un libro dei sogni è cosa facile da scrivere, altro è la fattibilità di un piano che si pone entro il 2026 il completamento di opere strategiche per il territorio nazionale e ,per quando ci riguarda, per quello lucano. Ora sulle ferrovie ci ha pensato direttamente il Governo, con un progetto che, bisogna dirlo, è destinato a cambiare il volto della basilicata sia perché modernizza la trasversale Taranto –Potenza-Salerno rendendo più agevole il collegamento con il resto d’italia, sia perché , con il nuovo previsto tracciato della Salerno-Reggio che entra decisamente nel Lagonegrese e nel Melandro( con la bretella Atena-Tito) propone un percorso  di grandissimo effetto per lo sviluppo dei territori lucani. Sulla grande viabilità stradale ,l’Anas non ha ancora svelato le sue carte ed è per questo che bisogna portare al tavolo nazionale una proposta precisa e definita che enumeri le necessità inderogabili della Basilicata e l’ordine di priorità delle stesse, in funzione appunto di un disegno complessivo che tiene conto del tipo di sviluppo cui il Governo regionale tende, a partire dai settori dell’industria dell’, agricoltura e del turismo. In questa direzione le scelte fatte nel passato sulla Ferrandina-Matera e sulla Melfi –Potenza sono una assoluta priorità, cui dovrebbe seguire la realizzazione della Melfi-Lauria, almeno con la conclusione del primo tratto dalla Basentana, altezza del bivio di Albano, al bivio di Laurenzana , per collegarsi da qui, attraverso la prevista  galleria di Corleto, alla supestrada del Sauro, già in esercizio fino alla superstrada Agrina.   Assicurate queste priorità, il disegno infrastrutturale stradale può proseguire con altri mezzi e con altri tempi verso il completamento della Murgia-Pollino e del tratto Castelsaraceno-Lauria per una longitudinale che da Lauria porta a Candela e a Foggia, con un taglio obbligato in Basilicata  per i mezzi che debbono prendere l’asse adriatico . Se si vuole adottare un atto di grande responsabilità collettiva, dove maggioranza e minoranza fanno solo il bene della Basilicata, su queste priorità dovrebbe trovarsi l’unanimità del Consiglio. Guai ad introdurre altre richieste , come pure Braia fa della Matera-Metaponto, che sono sussidiarie e complementari rispetto alle necesità primarie del territorio regionale. Per la galleria di Corleto poi c’è un debito storico che bisogna pagare alla Montagna lucana ( Guardia, Gorgoglione, Armento, Corleto, Gallicchio, San CHiricho Raparo, Montemurro) da sempre rimasta completamente isolata e costretta a subire gli effetti ambientali, più seri di quelli ipotizzati, della estrazione del petrolio. Se passa anche questo appuntamento senza risposte in tal senso, quelle popolazioni possono gridare al tradimento perché saranno  definitivamente condannate a sparire.  Rocco Rosa

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