PER UN CLUSTER TECNOLOGICO NELL’AUTOMOTIVE

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Da diversi anni la Regione prova a colloquiare con Fca-SATA, che è la principale attività industriale lucana, per cercare di radicare tale investimento oltre le contingenze di mercato, creandogli attorno un ambiente innovativo e di infrastrutture e servizi idoneo. Le cose, per il momento, sembrano andare bene, nonostante una certa incapacità progettuale e/o di realizzazione concreta dei progetti annunciati da parte della politica. L’idea di un centro di ricerca sul world class manufacturing, cioè sui processi produttivi di scuola Fiat, nata nel 2015-2016, è finalmente nata con l’assunzione di 20 ricercatori e l’avvio di progetti di alta formazione per neolaureati, dopo la stipula di un accordo ufficiale fra azienda e Regione, a seguito di lunghi anni di banali problemi di esproprio delle aree cui il Comune e il Consorzio industriale non hanno saputo porre rimedio. Cose che succedono solo da noi e che in fondo sono ottime spiegazioni del sottosviluppo, che non è una maledizione del cielo, ma un prodotto dell’uomo.

Recentemente, la Giunta Bardi ha ripreso il filo di questo ragionamento, proponendo a Fca di supportare un centro di eccellenza nei motori alternativi ai combustibili fossili. Tale rinnovato interessamento è senz’altro un fatto positivo e da cogliere come una opportunità, sapendo che, dopo la fusione con Psa, niente sarà come prima, perché di fatto nel nuovo gruppo l’eccellenza per la ricerca e sviluppo di motori elettrici è in Francia, non da noi, mentre Fca può puntare le sue carte sui motori a propulsione ibrida. E però la presenza di un centro ricerche organicamente integrato nello stabilimento produttivo è garanzia di radicamento e permanenza dello stabilimento stesso, quindi di lavoro per le migliaia di lavoratori e le centinaia di subfornitori di prima e seconda fascia che rappresentano il grosso della produzione manifatturiera lucana. Potrebbe contribuire a consolidare a Melfi le linee produttive di veicoli con motorizzazioni più innovative, in grado di resistere meglio alla crisi del mercato automobilistico indotta anche dagli effetti del Covid. Peraltro, la forte ripresa produttiva dopo il fermo legato al lockdown testimonia il fatto che a Melfi vengono prodotti modelli altamente competitivi sui mercati finali.

Un progetto regionale specifico potrebbe essere candidabile ai fondi del Next Generation Fund, con particolare riferimento all’obiettivo di “Rivoluzione verde e transizione ecologica” inserito nelle linee-guida del Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa. Tale obiettivo, nel settore automotive, si declina in incentivi per la diffusione di auto elettriche, ibride o a basso impatto in termini di emissioni. Tale obiettivo non può, in una logica di competitività industriale, limitarsi ad incentivi agli acquisti, ma deve anche inglobare interventi per la riconversione produttiva verso la fabbricazione di veicoli a basse emissioni.

Da questo punto di vista, sarebbe interessante costruire un progetto Regione-SATA, che inglobi anche ENI, molto attiva nella R&S di carburanti alternativi, come quelli basati sull’etanolo e l’Università che estenda la funzionalità del centro ricerche di Melfi verso la creazione di un polo di ricerca e produzione incentrato sui biocarburanti per autotrazione. Offrendo cofinanziamenti pubblici per specifici progetti di ricerca che il Centro di Melfi potrebbe sviluppare, ma anche incentivi per l’insediamento di attività produttive attive nel settore. Costruendo così quell’ambiente innovativo locale che è alla base dei cluster tecnologici e che può trattenere sul territorio giovani laureati lucani, fornendo una opportunità di lanciare almeno un pezzo dell’industria regionale verso il domani.

Il tutto ricordando bene che, stavolta, la qualità della progettazione e la sua coerenza con i criteri di selezione specificati nelle citate linee-guida del Pnr sarà fondamentale: i progetti già presentati valgono molto di più dei soldi disponibili, quindi la progettazione del cluster tecnologico dovrà essere svolta con grande attenzione, coinvolgendo attivamente i tecnici di Fca e di altre imprese (ENI) che vi vogliano partecipare.

 

R Achilli

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