PITTELLA E CIFARELLI, UNIBAS FREE. NIENTE TASSE PER CHI SI ISCRIVE

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La sfida è alta, la vittoria non è certa perchè non è solo incrementando il numero degli strudenti che una Università scala la classifica. Ce ne sono di piccole che funzionano e di piccole che stentano ad andare avanti, perchè non collegate con un territorio che offre spunti e occasioni per lavorare, per cui se i giovani devono andare fuori altrove, allora è meglio che ci vanno da studenti. Però da una parte bisogna incominciare e Pittella e Cifarelli che finalmente sono usciti dal terreno dello scontro per collocarsi più diligentemente e correttamente su quello della proposta, si sono spinti a proporre l’abolizione delle tasse universitarie per chi si iscrive all’Ateneo Lucano.

La pdl, già depositata per l’avvio dell’iter che porterà al dibattito in Consiglio regionale, prevede l’azzeramento di tutte le tasse per coloro che si iscriveranno ad un corso di laurea, master o corso di specializzazione dell’Unibas e la riduzione delle stesse per i successivi due anni. La dotazione economica necessaria ammonta a circa 9 milioni di euro così ripartiti per il triennio: 2,8 mln/euro per il 2020, 3,1 mln/euro per il 2021 e 3,4 mln/euro per il 2022.

“Con la proposta – hanno spiegato Cifarelli e Pittella – intendiamo rafforzare l’ateneo e il tessuto sociale lucano. Non sfuggono, infatti, i dati relativi alla migrazione giovanile e allo spopolamento che devono essere temi in cima all’agenda politica tanto nazionale quanto regionale. E non sfugge neanche – hanno aggiunto i consiglieri – che, dall’inizio della legislatura Bardi, nulla è stato detto in merito. Ecco perché immaginare misure che possano incentivare i giovani lucani ad immatricolarsi in Basilicata e i fuori sede a rientrare produrrebbe diversi effetti positivi. Anzitutto – hanno continuato – l’incremento degli iscritti porterebbe all’ampliamento dei corsi di laurea conferendo da un lato maggiore attrattività all’ateneo e, dall’altro rafforzando lo stesso presidio. In secondo luogo, i soldi delle famiglie lucane resterebbero in Basilicata, dando così linfa alla nostra economia. Abbiamo un’idea di Basilicata – hanno concluso i consiglieri – e questa proposta si inserisce in un paniere legislativo utile a che quella visione si realizzi. Nelle prossime settimane, presenteremo altre pdl che ci auguriamo trovino ampia condivisione ed aprano un dibattito, oggi purtroppo ancora assente.”  

E’ un incentivo a rimanere che porta con sé un aspetto non indifferente di trattenimento delle risorse in loco per la formazione e la cultura, evitando quel percorso improduttivo di energie umane e finanziarie che emigrano per non tornare più. Ma siccome il tema principale è fare una Università che porta al lavoro, allora occorre una strategia parallela di rafforzamento della offerta, che non è solo di aumento dei corsi, ma di collegamento dell’Ateneo lucano con la ricerca vera, con le industrie più innovative e con i master più validi che ci sono in circolazione. Accordi con le grandi università affinchè, in era di post covid, si capisca che consorziarsi fa bene a tutti. Quello che è certo è che a questo punto un dibattito serio su come invogliare i giovani a crearsi un futuro in Basilicata, su quale strategia complessiva puntare , su quali idee nuove lavorare si impone con urgenza , affinchè  il tutto non si riduca al mantenimento sempre più costoso dell’esistente. Giovanni Benedetto

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