Recovery plan: il bazooka italiano

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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al documento più importante per il rilancio dell’Italia dalla crisi pandemica: il recovery plan.

Il testo dovrà essere valutato dalle parti sociali prima dell’invio in parlamento e successivamente a Bruxelles.Si tratta del piano cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il “programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19 secondo la nota del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio. Si tratta delle voci dettagliate in programmi e voci di spesa che permetteranno all’Italia si spendere i 209 miliardi di € messi in campo da Bruxelles nel Recovery Fund. Le risorse del Recovery Fund verranno erogate in base al Piano nazionale di ripresa e resilienza che ogni Stato deve presentare a Bruxelles. Il PNRR dovrà essere presentato a Bruxelles entro e non oltre il termine di Aprile 2021 ma Conte auspica l’invio entro la metà di Febbraio nonostante le fibrillazioni che stanno scuotendo l’esecutivo e che vedono Italia Viva sul piede di guerra.

Sul piatto ci sono

68,90 miliardi per il capitolo ‘green’,

12,62 miliardi per le ‘Politiche per il lavoro’,

10,83 per le ‘Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore’,

28,5 i miliardi per ‘Istruzione e ricerca’,

31,98 miliardi per ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’,

46,18 miliardi per la ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’,

quasi 20 miliardi per la sanità,

27,62 miliardi per ‘Interventi di inclusione e coesione’.

Resta aperto il nodo della ‘governance’ che viene rinviato: il governo presenterà una proposta al Parlamento.

SANITA’

Quasi 20 miliardi in campo. Per la precisione si tratta di 19,72 miliardi: 11,82 miliardi per ‘Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitarià e 7,90 per ‘Assistenza di prossimità e telemedicinà. –

RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA

E’ il primo capitolo con una dote di 68,9 miliardi. La voce più consistente è quella dell’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici con due linee progettuali: la realizzazione di un programma di efficientamento e messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, con particolare riferimento a scuole, edilizia residenziale pubblica, comuni e cittadelle giudiziarie.

E l’incentivazione della riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato, ovvero il Superbonus 110%. Nel complesso la voce vale 29,35 miliardi e il programma dedicato all’efficientamento energetico e sismico edilizia residenziale privata e pubblica conta su 18,51 miliardi.

DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’ E CULTURA

In totale 46,18 miliardi di cui 11,45 per innovazione e sicurezza nella p.a e 8 miliardi per turismo e cultura 4.0.

INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

La dote è di 31,98 miliardi e in particolare all’Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0 andranno 28,30 miliardi e i restanti finanzieranno la logistica integrata.

ISTRUZIONE E RICERCA

Sale a 28,5 miliardi la dotazione, dei quali 16,7 da destinare al potenziamento delle competenze e diritto allo studio e 11,7 miliardi per finanziare il capitolo ‘dalla ricerca all’impresa’.

INCLUSIONE E COESIONE

Le risorse ammontano a 27,6 miliardi di cui 12,62 per le ‘Politiche per il lavoro’, 10,83 per le ‘infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore’ e 4,18 per ‘Interventi speciali di coesione territoriale

 

Fonte: https://www.agi.it/

https://www.ansa.it/documents/1610403841219_Bozza_Recovery_01_Cover.pdf

 

 

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