Close

Transizione 5.0: cos’è e le novità per le PMI nel 2024

Nel contesto della rapida evoluzione tecnologica e sociale che caratterizza il nostro tempo, emerge un nuovo concetto fondamentale per le imprese e l’economia: la Transizione 5.0. Questo termine incapsula una visione futuristica dell’industria e del commercio, dove l’innovazione tecnologica si fonde con una crescente consapevolezza sociale e ambientale. 

Cos’è la Transizione 5.0 e cosa cambia rispetto alla Transizione 4.0?

La Transizione 5.0, inserita nell’agenda del Governo italiano come evoluzione del piano di Transizione 4.0, rappresenta la quinta rivoluzione industriale. Infatti, mentre la Transizione 4.0 si è concentrata principalmente sull’automazione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’efficienza produttiva, la Transizione 5.0 si sposta verso un approccio più olistico basato su tre pilastri fondamentali:

  1. Umanocentricità: Maggiore enfasi sulla collaborazione tra uomo e macchina, con un focus sul miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente lavorativo.
  2. Sostenibilità: Integrazione di pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale dell’industria.
  3. Resilienza: Adattamento e flessibilità delle imprese alle sfide globali come i cambiamenti climatici.

Quindi, la Transizione 5.0 va oltre l’automazione e la digitalizzazione. I tre pilastri su cui si fonda (umanocentricità, sostenibilità e resilienza) sono stati delineati dalla Commissione Europea, e puntano a un avanzamento industriale che integri aspetti sociali e ambientali oltre al progresso tecnologico.

La Transizione 5.0 segna un cambiamento culturale, spostando l’attenzione dalla produttività al benessere delle persone e dell’ambiente. Questo processo richiede alle aziende di adottare un approccio di economia circolare e migliorare l’adattabilità dei processi produttivi, ponendo al centro società e sostenibilità.

Ciò significa che, con Industria 5.0, le imprese dovranno adottare tecnologie innovative e rivedere i loro modelli di business. L’attenzione verso il rispetto delle persone e del pianeta diventa sempre più cruciale, con un’aspettativa di adeguamento ai principi ESG (Environmental, Social, and Governance) da parte del tessuto imprenditoriale.

Il Governo Meloni sembra orientato verso l’adozione della Transizione 5.0/Industria 5.0, come evoluzione della Transizione 4.0/Industria 4.0 (Piano Calenda), nonostante l’assenza di riferimenti espliciti nella bozza della Finanziaria 2024. Le aziende, in attesa di maggiori incentivi per la digitalizzazione e l’ottimizzazione produttiva, hanno espresso delusione per l’attuale copertura del credito d’imposta, insufficiente a fronte dell’aumento dei costi e dei tassi di interesse. Tuttavia, Confindustria e altre associazioni hanno presentato un documento dettagliato al Ministro Urso, e fonti interne suggeriscono che il Piano Industria 5.0/Transizione 5.0 potrebbe essere incluso nel nuovo documento ufficiale, con un focus sugli investimenti “green”.

In questo contesto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato che 12 miliardi di euro saranno destinati nel biennio 2024-2025 alla Transizione 5.0, con l’obiettivo di sostenere le imprese nella transizione ecologica e digitale. Questi fondi, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dello strumento Repower-Eu, confermano l’impegno del governo nell’ambito di una svolta significativa verso pratiche aziendali più sostenibili e tecnologicamente avanzate.

Il Piano Transizione 5.0 è un piano di investimenti del governo italiano finalizzato a sostenere la transizione energetica delle imprese. Il piano è stato approvato dalla Commissione Europea il 20 luglio 2023 e prevede un investimento di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025.

Il Piano Transizione 5.0 offre alle imprese italiane un’importante opportunità per migliorare la propria competitività e ridurre i costi energetici. Le imprese che investono in efficienza energetica e autoproduzione di energia rinnovabile possono beneficiare di crediti d’imposta fino al 50% delle spese sostenute.

Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal piano, le imprese devono investire anche nella formazione del personale.
La formazione è infatti essenziale per:

  • capacizzare i dipendenti sulle nuove tecnologie e processi produttivi efficienti dal punto di vista energetico;
  • promuovere la cultura della sostenibilità ambientale.

Fòrema offre un’ampia gamma di soluzioni in ambito di transizione energetica sia per la formazione che con la definizione di un nuovo assetto strategico degli investimenti attraverso diagnosi e check up energetici. Tutte le soluzioni sono progettate “su misura” per soddisfare le esigenze specifiche delle imprese.

Le attività proposte coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui:

  • efficienza energetica;
  • autoproduzione di energia rinnovabile;
  • tecnologie 4.0;
  • sostenibilità ambientale.

Fonti:

https://forema.it/it/news/piano-transizione-50-opportunit-per-la-formazione-e-linnovazione-in-ambito-digitale-ed-energetica

https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/FMfcgzGwHpZTGfrwCzRJRwZxRCnhCjvb

La Commissione europea ha dato il via libera al Piano Transizione 5.0 con una dotazione di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025.

Tali risorse si sommeranno a quelle già previste per il piano Transizione 4.0. I due incentivi saranno infatti complementari: il Piano Transizione 4.0 continuerà a incentivare l’acquisto di beni 4.0, mentre il piano Transizione 5.0 prevederà incentivi per quegli investimenti in beni e attività che generano risparmi energetici o apportano miglioramenti dell’efficienza energetica.

La dotazione di 6,3 miliari di euro del Piano sarà articolata in:

  • 3.780 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “energy efficiency”
  • 1.890 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “Autoconsumo e autoproduzione”
  • 630 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “Formazione”

Transizione 5.0 prevede dei crediti d’imposta in relazione alle spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025 per le imprese che investiranno in una di queste tre attività:

  1. acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0
  2. acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse)
  3. spese per la formazione del personale in competenze per la transizione verde.

Queste attività dovranno produrre dei risultati misurati in termini di efficienza energetica o risparmio di energia. E l’intensità del beneficio fiscale aumenterà in base ai miglioramenti conseguiti.

Il Piano Transizione 5.0 prevederà infatti delle aliquote (almeno tre) che saranno legate a due possibili benefici

  • nel caso degli investimenti in beni 4.0, il risparmio energetico conseguito nei processi target. Questo risparmio dovrà essere pari ad almeno il 5% rispetto ai consumi precedenti per gli stessi processi
  • nel caso di attività non legate a specifici processi target, la riduzione del consumo finale di energia di almeno il 3%

La certificazione ex ante e ex post

Per essere ammissibile, il progetto deve essere certificato “ex ante” da un valutatore indipendente che attesti che il progetto di innovazione rispetta i criteri di ammissibilità relativi alla riduzione del consumo totale di energia.

Successivamente una seconda certificazione “ex-post” dovrà attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alle disposizioni della certificazione ex-ante.

L’1% del budget totale (63 milioni di euro) sarà destinato allo sviluppo di una piattaforma informatica per: i) gestire le certificazioni presentate dai beneficiari; ii) facilitare la valutazione, lo scambio e la gestione dei dati utilizzati per l’analisi; e iii) per le attività di monitoraggio e controllo.

Transizione 5.0: obiettivo 0,4 Mtep di risparmi

L’investimento “Transizione 5.0” (codice M7.I15) sostiene la transizione energetica dei processi produttivi verso un modello di produzione efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile e basato sulle fonti rinnovabili.

L’obiettivo del piano – si legge nel documento della Commissione – è di aumentare l’efficienza energetica e di implementare l’autoproduzione di energia rinnovabile nelle imprese, portando a un risparmio cumulativo di 0,4 Mtep nei consumi energetici nel periodo 2024-2026.

I dettagli del piano Transizione 5.0 saranno contenuti in un decreto legge dedicato in arrivo tra dicembre e gennaio. 

Piano Transizione 5.0: via libera della commissione europea

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 Comments
scroll to top