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MIMIT:credito di imposta per investimenti nel mezzogiorno

La misura in sintesi: ancora pochi giorni (31.12.2023) per presentare domanda per l’autorizzazione all’utilizzo del Credito d’Imposta per Investimenti Strumentali nelle aree del Mezzogiorno (CIM, noto anche come Bonus Mezzogiorno e Bonus Sud) realizzati tra il 2016 ed il 2022, mentre c’è tempo fino al 31.12.2024 per presentare analoga domanda per gli investimenti realizzati nel corso dell’intero esercizio 2023 (dunque pochi giorni per realizzarli, dunque per riceverne fattura). In particolare, le imprese destinatarie di questo incentivo devono aver realizzato / realizzare detti investimenti in strutture produttive ubicate:

  • nelle regioni del Mezzogiorno Abruzzo, Basilicata, Molise, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna
  • nelle Zone Economiche Speciali (ZES), con riferimento alle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del TFUE
  • nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), con riferimento alle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE

Imprese agevolabili e limitazioni – Il CIM è utilizzabile da tutte le imprese, fatta eccezione per quelle che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà e ai soggetti che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura.

Il credito d’imposta spetta anche per gli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni riguardanti beni diversi da quelli materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese (su questo si vedoano gli allegati A e B alla L. n. 232/2016)

Le iniziative agevolabili – Il CIM agevola investimenti Strumentali in riferimento ai seguenti percorsi imprenditoriali:

  • nuove iniziative
  • iniziative che prevedono un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di uno stabilimento esistente e che il valore complessivo dell’investimento è superiore alla somma degli ammortamenti degli attivi relativi all’attività da modernizzare registrati durante i tre esercizi finanziari precedenti l’avvio dei lavori, come previsto dall’art. 14, paragrafo 7, del Regolamento (UE) n. 651/14
  • investimenti diretti alla diversificazione di uno stabilimento esistente e il valore complessivo dell’investimento è superiore al 200% del valore contabile degli attivi che vengono riutilizzati, registrato nell’esercizio finanziario precedente l’avvio dei lavori, come previsto dall’art. 14 paragrafo 7, del Regolamento (UE) n. 651/14.

Per le imprese che operano nel settore ricettivo tra gli immobili strumentali rientrano anche gli allestimenti delle camere destinate ai pernottamenti.

E’ suggeribile inserire tra le spese agevolabili quelle con importo, considerato come valore imponibile (ovvero senza l’applicazione dell’iva), non inferiore ad euro 500,00 (cinquecento).

Investimenti agevolabili – Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164 – pdf, comma 1, Tuir
    i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 – pdf stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni (*)
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 – pdf (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario)
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.
    Danno accesso al credito d’imposta anche gli investimenti in beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, di cui all’allegato B della legge 232/2016 (software, sistemi, piattaforme, applicazioni).

(*) limitazione non esistente per le richieste di CIM per le aree ZES (Zone Economiche Speciali); infatti:

  • il credito di imposta è esteso all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti», con effetti a decorrere dal 1° maggio 2022 (ai sensi dell’articolo 50 del decreto-legge n. 36 del 2022)
  • l’articolo 1, comma 267, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (cd. legge di bilancio 2023), ha esteso il beneficio in argomento agli investimenti effettuati «fino al 31 dicembre 2023»

Tipologia ed intensità delle agevolazioni – Il CIM prevede agevolazioni sotto forma di credito d’imposta, dunque risorse da utilizzare in compensazione, attraverso la piattaforma Entratel gestita dall’Agenzia delle Entrate (ADE) utilizzando il modello F24, per il pagamento di imposte, tasse, tributi vari, oneri previdenziali; credito che potrà essere utilizzato anche integralmente a partire dal 5° giorno a far data dall’autorizzazione ricevuto dall’ADE a seguito della domanda di agevolazione (si veda su questo più avanti nella sezione “modalità di richiesta CIM”).

Gli incentivi previsti dal CIM prevedono i seguenti massimali di intensità:

  • Micro e Piccole Imprese: 45%
  • Medie Imprese: 35%
  • Grandi Imprese: 25%

Per gi investimenti in Abruzzo ed in Molise (per investimenti realizzati fino a tutto 2021) i massimali sono così articolati:

  • Micro e Piccole Imprese: 30%
  • Medie Imprese: 20%
  • Grandi Imprese: 10%

Per gli investimenti effettuati in Molise a partire dal 2022 i massimali in termini di agevolazioni sono quelli previsti, e prima riportati, per le altre regioni del Mezzogiorno.

Si segnala che i contributi previsti dal CIM, in quanto “aiuti di stato”, sono soggetti ad imposizione fiscale.

Cumulabilità con altre agevolazioni – Il CIM è cumbulabile con altre forme di agevolazioni diverse da quelle che rientrano tra gli “aiuti di stato” (incluse quelle che si basano sulla legislazione “de minimis”). In particolare, detti investimenti possono prevedere ulteriori agevolazioni, sempre nella modalità Credito d’Imposta (Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali), previste dalla legislazione “Transizione 4.0”, o “Industria 4.0”. In particolare sono previste ulteriori agevolazioni come di seguito riportate:

  1. Beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento)

anno 2021

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

anno 2022

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 novembre 2023 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Anni dal 2023 al 2025

  • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro
  • 5% del costo per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze.

2. Beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205)

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

  • 2021: 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro
  • 2022: 50% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro
  • 2023: 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro
  • 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro
  • 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno dell’anno successivo a condizione che entro la data del 31 dicembre dell’anno in corso il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

3. Altri beni strumentali materiali  (ex Super Ammortamento) diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A

  • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
  • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno dell’anno successivo a condizione che entro la data del 31 dicembre dell’anno in corso il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. In relazione al periodo d’imposta 2022, il termine del 30 giugno è posticipato al 30 novembre.

4. Altri beni strumentali immateriali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato B:

  • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
  • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno dell’anno successivo a condizione che entro la data del 31 dicembre dell’anno in corso il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. In relazione al periodo d’imposta 2022, il termine del 30 giugno è posticipato al 30 novembre.

Inoltre:

  • il credito d’imposta beni strumentali è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo
  • la fruizione può avvenire a decorrere:
    • dall’anno a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi da quelli “Transizione 4.0”
    • dall’anno a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Transizione 4.0”
  • E’ prevista la redazione di un modulo di comunicazione dei dati e delle altre informazioni riguardanti l’applicazione del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese; modello di comunicazione, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, che va trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it secondo lo schema di cui al seguente link: Decreto e modello di comunicazione; l’eventuale mancato invio del modello non determina comunque effetti in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria della corretta applicazione della disciplina agevolativa
  • per i beni tecnologicamente avanzati materiali e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Modalità di accesso al CIM: la richiesta avviene attraverso la compilazione del modulo CIM17, per gli investimenti fino all’anno 2022 (da inoltrare entro il 31.12.2023), e del modulo CIM23 per gli investimenti effettuati nel 2023, dunque non oltre il 31.12.2023 (da inoltrare entro il 31.12.2024). I moduli di richiesta vanno inoltrati da soggetti abilitati attraverso la piattaforma Entratel.

Come si utilizza il Credito d’Imposta beni strumentali

Investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 al 15 novembre 2020

Secondo la disciplina dettata dalla legge di Bilancio 2020 (valida per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 fino al 15 novembre 2020 e quelli effettuati – vale a dire completati – entro il 30 giugno 2021 per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e si sia versato l’acconto del 20%), il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. 241/97, in 5 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni (codice tributo “6933”, istituito con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E/2021

Investimenti effettuati dal 16 novembre 2020

Secondo la disciplina dettata dalla legge di Bilancio 2021, come successivamente modificata dalla legge di Bilancio 2022 (valida per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020), il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. 241/97, in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni (codice tributo “6936”, istituito con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E/2021).

Inoltre il bonus:

  • non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base imponibile Irap;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi (di cui all’art. 61 ed all’art. 109, comma 5, del TUIR);
  • deve essere indicato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Un approfondimento sulla Interconnessione

Come chiarito nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E/2017, affinché un bene, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio, è necessario e sufficiente che:

  • scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate,disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

Tali requisiti devono essere attestati mediante apposita documentazione.

fonte: https://www.creazionedimpresa.it/2023/12/10/mimit-credito-dimposta-per-gli-investimenti-nel-mezzogiorno/

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