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DISABILITÀ E SCUOLA, UN BINOMIO COMPLESSO

Partiamo dai numeri: nell’anno scolastico 2022-2023 nelle scuole di ogni ordine e grado – escluse quindi le università – il totale degli studenti con disabilità è di circa 338mila, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Prevalgono i maschi, sono 229 ogni 100 femmine. Non è una caratteristica delle nostre scuole, questa della prevalenza dei maschi con disabilità, perché da tempo le statistiche ci dicono che i disturbi dello sviluppo neurologico sono più frequenti presso la componente maschile della popolazione.

Ma, in generale, di quale tipo di disabilità stiamo parlando? Considerando che non è infrequente la compresenza di disturbi diversi, il 37% dei circa 338mila bambini e ragazzi cui abbiamo accennato presenta disabilità intellettiva, il 32% disturbi dello sviluppo psicologico (nella scuola dell’infanzia la quota sale al 57% degli alunni che presentano una disabilità), seguono i disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione – entrambi poco al di sotto del 20% – mentre sono decisamente meno frequenti le disabilità motorie, visive e uditive. In generale, quasi un terzo ha problemi di autonomia all’interno della scuola, cioè ha difficoltà nello spostarsi, nel mangiare o nell’andare in bagno.

Gli insegnanti per il sostegno sono 228mila circa, con un rapporto di un insegnante per 1,6 alunni, ma 67mila non hanno una formazione specialistica, inoltre, a un mese dall’inizio della scuola circa il 12% degli insegnanti per il sostegno risulta non ancora assegnato e non è garantita la continuità nel rapporto con gli alunni: quasi il 60% ha cambiato insegnante per il sostegno rispetto all’anno precedente, soprattutto nella scuola dell’infanzia, dove la quota arriva al 75%. Il numero medio di ore settimanali di sostegno è 15,3 che nella scuola dell’infanzia sale a 20,2 e nella primaria a 16,7 mentre scende a 13,4 nella secondaria di secondo grado. Infine, sono 68mila circa gli assistenti alla comunicazione e all’autonomia che affiancano gli insegnanti. Si tratta di personale specializzato finanziato dagli enti locali e il cui compito è quello di favorire l’interazione con insegnanti e compagni, in alcuni casi anche attraverso la conoscenza della lingua dei segni.

Insegnanti e scuole possono anche avvalersi di tecnologie educative e ausili specifici. Tra gli strumenti per predisporre una didattica attenta alle esigenze specifiche degli alunni con disabilità, troviamo programmi di video-scrittura, sintesi vocale, riconoscimento ottico di caratteri, eBook e audiolibri, fogli di calcolo, programmi per la creazione di mappe. Le tecnologie educative sono in continua evoluzione, ma, nei fatti, non sono ancora molto usate dagli insegnanti per il sostegno: solo nella metà delle scuole tutti gli insegnanti ne fanno uso, mentre nelle restanti scuole l’utilizzo è limitato a pochi insegnanti o completamente assente. Inoltre, nonostante l’approccio inclusivo alla didattica sia raccomandato anche ai docenti curricolari, solo il 7% dell’intero corpo docente si avvale delle nuove tecnologie per predisporre materiali didattici accessibili dagli alunni con disabilità. Sono limitati anche gli ausili messi a disposizione dalle scuole per facilitare il processo di apprendimento: il 7,3% degli studenti, infatti, non dispone di ausili ma ne avrebbe bisogno, e la percentuale sale al 15% per i sistemi informatici per la lettura e lo studio e al 18% per i software che sostengono il potenziamento delle abilità di base. Inoltre, per gli studenti che a scuola usano un pc o un tablet (il 66%), nel 15% dei casi lo strumento è fornito dalla famiglia.

L’83% degli studenti con disabilità degli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado ha partecipato nell’anno scolastico 2022-2023 ai “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” (PCTO), noti come alternanza scuola-lavoro. Per questi studenti i PCTO possono rappresentare un’occasione particolarmente importante per sviluppare la propria autonomia e le competenze lavorative di base. La modalità più utilizzata è quella del percorso in azienda o in cooperativa o un percorso di tipo scolastico. Il percorso aziendale raggiunge il 64% di studenti nelle scuole del Nord, mentre in quelle del Mezzogiorno si ferma al 43% di studenti coinvolti.

fonte: www.itat.it

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