un miliardo, ma sono numerose le pendenze
In una regione con poco più di mezzo milione di abitanti innescato un significativo aumento della domanda
riattivando cantieri anche nei centri minori e nelle aree interne, spesso escluse dai grandi flussi di investimento
– Al 31 dicembre 2025 sono 2.217 gli edifici in Basilicata interessati da interventi agevolati con il superbonus. Gli investimenti complessivi ammessi hanno raggiunto 1 miliardo e 248 milioni di euro, di cui 1 miliardo e 220 milioni già realizzati e ammessi a detrazione, mentre restano da completare lavori per circa 28 milioni di euro. Sono i dati Enea a fotografare la chiusura di una stagione che, anche in una regione di dimensioni
contenute come la Basilicata, ha prodotto effetti profondi su condomìni, famiglie, imprese e occupazione.
UN MILIARDO
CHE HA MOSSO
L’ECONOMIA
LUCANA
L’impatto è stato significativo. In una regione con poco più di mezzo milione di abitanti, oltre un miliardo di euro di investimenti edilizi ha rappresentato una leva straordinaria per il
comparto delle costruzioni. Il superbonus ha innescato un aumento della domanda di lavori di efficientamento
energetico be miglioramento sismico, riattivando cantieri anche nei centri minori e nelle aree interne, spesso escluse dai
grandi flussi di investimento. Per i condomìni e le famiglie, la misura ha significato riqualificazione del patrimonio
immobiliare, aumento del valore degli immobili, riduzione dei consumi energetici e bollette più leggere. In molti casi si è trattato di interventi strutturali su edifici costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta, con standard energetici
ormai superati. Il salto di due classi energetiche richiesto dalla normativa ha prodotto benefici ambientali e una minore esposizione ai rincari dell’energia.
EFFETTI
SU IMPRESE
E OCCUPAZIONE
Il comparto delle costruzioni lucano ha registrato un’espansione senza precedenti negli anni di piena operatività del 110%. Imprese edili, studi tecnici, professionisti (ingegneri, architetti, geometri), fornitori di materiali e impianti hanno beneficiato di una mole di lavori concentrata in tempi rapidi. Secondo le stime nazionali, ogni miliardo investito in edilizia genera migliaia di posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto. Applicando questi parametri alla Basilicata, si può stimare che l’effetto complessivo abbia sostenuto diverse migliaia di occupati, tra
addetti diretti nei cantieri e lavoratori nell’indotto (produzione e trasporto materiali, impiantistica, serramenti, servizi tecnici e finanziari). Un sostegno che ha contribuito a frenare l’emorragia occupazionale e a mantenere
competenze sul territorio. Tuttavia, la brusca frenata normativa e il blocco della cessione dei crediti hanno generato tensioni finanziarie per molte imprese, con crediti incagliati e problemi di liquidità.
NODI IRRISOLTI
E IL “SALVA
CONDOMÌNI”
Proprio per chiudere le pendenze ancora aperte, il decreto fiscale in preparazione dovrebbe introdurre una norma
“Salva condomìni”. L’obiettivo è tutelare i proprietari dagli effetti di irregolarità non dipendenti dalla loro volontà,
evitando un’ondata di contenziosi. L’ipotesi allo studio prevede una imposta sostitutiva per sanare eventuali irregolarità: versando una quota parametrata al beneficio fiscale ottenuto, i contribuenti potrebbero chiudere la partita con il fisco, evitando sanzioni e interessi più pesanti. In altre parole, una sorta di definizione agevolata per ridurre il rischio di richieste integrali di restituzione delle somme detratte. In Basilicata il tema è particolarmente sensibile nei casi di: cantieri non completati; difformità tra asseverazioni e lavori effettivamente eseguiti; contestazioni sui materiali contabilizzati nei SAL ma non installati; irregolarità formali che oggi espongono i condomìni alla decadenza dal beneficio. Secondo le norme vigenti, infatti, il beneficiario finale della detrazione
resta il condominio o il proprietario, ultimo anello della catena delle responsabilità. Senza interventi correttivi, l’Agenzia delle Entrate può rivalersi direttamente sui cittadini, richiedendo imposta, sanzioni e interessi.
IL CAPITOLO
GENERAL
CONTRACTOR
Un altro fronte aperto riguarda i cosiddetti general contractor. In diversi casi l’Agenzia sta contestando le somme
incassate sulla differenza tra quanto pagato dal committente e quanto fatturato dai subappaltatori.
Per i costruttori – e per l’Ance – quella differenza rappresenta l’utile d’impresa; per alcune interpretazioni fiscali sarebbe invece un onere non detraibile legato al coordinamento. Anche su questo punto il Governo
valuta una norma che consenta il riversamento delle somme ritenute indebite senza sanzioni e interessi, per
evitare un contenzioso che potrebbe coinvolgere anche imprese lucane e società partecipate pubbliche
attive nella gestione degli appalti.
UNA STAGIONE
CHE LASCIA
UN’EREDITÀ
Con soli 28 milioni di lavori ancora da completare, la stagione del superbonus in Basilicata si avvia alla chiusura
definitiva. Resta un patrimonio edilizio più efficiente e sicuro, ma anche una scia di criticità amministrative e finanziarie da gestire. Per la Basilicata il bilancio è doppio: da un lato un’iniezione straordinaria di risorse che ha sostenuto economia e occupazione; dall’altro la necessità di accompagnare famiglie e imprese nella fase di
assestamento, evitando che i benefici ottenuti si trasformino in un boomerang fiscale. Le prossime settimane, con le novità normative attese, saranno decisive per capire se la chiusura della stagione del 110% potrà avvenire senza ulteriori scossoni per cittadini e sistema produttivo lucano.
Il decreto fiscale in preparazione dovrebbe introdurre una norma “Salva condomìni”
Fonte: www.lanuovadelsud.it
