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Giovani lucani crescono i rientri dall’estero Bardi La sfida è offrire loro un futuro qui

La Basilicata continua a fare i conti con l’emigrazione giovanile ma negli ultimi anni si registra anche una crescita significativa dei rientri. A evidenziarlo è l’ultimo report della Fondazione studi Consulenti del lavoro elaborato su dati Istat sui trasferimenti di residenza all’estero dei giovani tra i 18 e i 39 anni. Un quadro richiamato da Bardi secondo il quale la narrazione della Basilicata come terra di soli “ cervelli in fuga” appare oggi più articolata. Nel quinquennio 2021-2025 sono stati 978 i giovani lucani rientrati dall’estero contro i 623 del periodo 2026-2020. L’incremento è del 54,9% ed è il più elevato tra le regioni del Mezzogiorno e il secondo a livello nazionale alle spalle della Val d’Aosta(+ 68,5% e davanti alla Sicilia(52,9%). A livello provinciale i rientri sono quasi raddoppiati passando da 211 a 391 con una crescita del 85,3%. Nel Potentino invece il numero assoluto è maggiore: i giovani tornati dall’estero sono passati da 422 a 587 con un aumento del 39,1%. Il dato però deve essere letto insieme a quello delle nuove partenze. Tra IL 2021 E IL 2025 sono stati 2905 i giovani under 40 trasferitisi all’estero da Basilicata contro i 2450 del quinquennio precedente con un incremento del 18,6%. Nel potentino gli espatri sono aumentati del 25,5% raggiungendo quota 1605 mentre nel materano la crescita è stata del 5,3% con 845 uscite. Il rapporto tra i due fluissi evidenzia comunque un miglioramento della capacità di riassorbimento. In Basilicata per ogni 100 giovani che lasciano la regione per l’estero il 35,7%  fanno ritorno contro il 25,8% del quinquennio precedente. Nel materano il rapporto è salito a 43,9 rientri ogni 100 espatri mentre nel Potentino si è passati da 26,3 a 29. La narrazione della Basilicata come terra di cervelli in fuga mostra contorni più complessi e dinamici evidenziando come l’emigrazione giovanile continui a rappresentare un fattore critico per la tenuta economica e demografica lucana ma come i flussi di ritorno abbiano registrato un’accelerazione significativa. Secondo l’indagine nazionale a spingere i giovani verso un ritorno non sono soltanto il lavoro e le prospettive economiche. Tra le motivazioni prevalgono i motivi familiari e personali indicati dal 67,7%  dei rientrati seguiti dalla nostalgia per il proprio paese e le proprie radici dal 32,4%.. Incentivi fiscali e qualità della vita rappresentano il 23,5% mentre le opportunità lavorative e professionali specifiche il 20,6%. Il 71,4% dei giovani rientrati dichiara di essere complessivamente più soddisfatto della propria situazione personale rispetto al periodo trascorso all’estero. Sul piano professionale vengono valorizzate soprattutto la conciliazione tra vita e lavoro(75%), il clima aziendale(67,9%) e le tutele per la persona( 64,3%) anche a fronte di stipendi che all’estero tendevano ad essere più elevati. Per Bardi il dato sui rientri rappresenta una opportunità da trasformare in una prospettiva strutturale. “ Il legame dei giovani con il proprio territorio d’origine non si spezza con l’espatrio” osserva il Presidente. La sfida sarà trasformare questi rientri temporanei o affettivi in un’opportunità di sviluppo permanente creando mercati del lavoro e contesti di impresa capaci di valorizzare le esperienze internazionali e le competenze maturate dai giovani”.

Da www.lecronachelucane.info

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